Pensionata contro premier: il giudice deciderà a giorni
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fonte:
- Messaggero Veneto
Berlusconi assente dichiarato contumace nella causa dell`anziana delusa dal “contratto“
Il gdp Pietro Volpe ha ascoltato le argomentazioni del Codacons cui s`è rivolta la 76enne udinese che sperava in un aumento della “minima“
Pensionata contro premier: il giudice deciderà a giorni
Il giudice di pace di Udine Pietro Volpe ha dichiarato ieri Silvio Berlusconi contumace per non essersi presentato in aula, sia come Presidente del Consiglio sia come persona fisica, all`udienza per la causa intentata dal Codacons per conto d`una pensionata udinese di 76 anni che non ha visto la propria pensione crescere fino ai 516 euro promessi dal premier. Rina Gussetti alla vigilia delle elezioni politiche 2001, seguì la trasmissione tv Porta a Porta quando Silvio Berlusconi si presentò da Bruno Vespa per un confronto con il candidato presidente per il centro-sinistra Francesco Rutelli, mostrando in diretta, davanti alle telecamere, il famoso contratto con gli italiani. Era l`8 maggio e in quel contratto Berlusconi si impegnava su cinque punti, a partire dal 13 maggio, il lunedì dopo le elezioni. Al terzo punto del contratto si leggeva “Innalzamento delle pensioni minime ad almeno un milione di lire al mese“. Preso alla lettera, la pensionata diede il suo voto a Berlusconi fiduciosa della parola data davanti a tutta Italia. Dopo cinque anni di Governo Berlusconi, però, la signora Gussetti si ritrova una pensione al di sotto dei 516 euro promessi e raccoglie l`invito della Codacons e in particolare del presidente regionale Vitto Claut, citando in giudizio il presidente uscente davanti al giudice di pace di Udine, sull`esempio di un`altra pensionata di Recanati che ha fatto lo stesso a Roma. Ieri mattina alle 9 in punto Rina Gussetti, accompagnata dal suo avvocato Vitto Claut, si è presentata davanti all`ufficio del giudice Pietro Volpe per l`udienza. Attesa, inutilmente, l`ora di rito per la costituzione della controparte, alle 10 il giudice Volpe ha dato inizio al procedimento in contumacia (in assenza del convenuto e di alcun rappresentante legale in sua vece) contro Berlusconi. Verificate le regolarità formali e dichiarata l`assenza della controparte “sia in veste di presidente del consiglio dei ministri, sia personalmente“, la palla è passata all`avvocato Claut, che ha portato come prova il contratto con gli italiani. Prova non ammessa dal giudice perché “fatti notori, data la diffusione pubblica e televisiva del contratto“; ha ritenuto quindi di procedere senza rinvii ulteriori alla discussione dei fatti. “La signora Gussetti – ha riferito in aula Claut – stava seguendo la trasmissione in cui Berlusconi prometteva, tra i vari impegni, l`innalzamento delle pensioni a un milione di vecchie lire per tutti coloro che erano già pensionati in quella data. Per questo la responsabilità appare evidente verso Gussetti che nel 2001 era già pensionata“. La richiesta di risarcimento per l`integrazione della pensione a questo punto è stata depositata e mercoledì prossimo il giudice si pronuncerà in merito. Intanto, fuori dall`aula, Claut si è detto fiducioso: “Positivo innanzi tutto che non ci sia stato un rinvio, ma invece un`unica udienza – ha commentato -. Ora, se pur con la dovuta prudenza, ci aspettiamo di vincere e aspetteremo la pronuncia del giudice, la prossima settimana“. Poi lo sfogo della pensionata: “Ho votato Berlusconi – ha detto Gussetti – credendo che mi aumentasse la pensione e invece così non è stato. La vita da pensionati è difficile e anche con l`aiuto di mio marito è pesante arrivare a fine mese. Ora spero di essere d`esempio per tutti gli altri pensionati che si trovano nella mia stessa situazione“.
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