Pensavo che qualcuno mi chiamasse. Questo silenzio mi ha fatto male
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fonte:
- Il Messaggero
«Pensavo che qualcuno mi chiamasse. Questo silenzio mi ha fatto male, mi ha spezzato il cuore». Stella Marasco, la sorella di Antonietta, morta al Policlinico Umberto I il 9 novembre, non se lo spiega. Sua sorella era un codice giallo, ma dopo quattro ore era ancora in attesa di una visita nel corridoio del Pronto soccorso, quando ha smesso di respirare. L’ha vista rannicchiarsi su se stessa, soffrire, chiedere ossigeno, perdere i sensi. «Solo quando ha cominciato a strillare sono venuti a vedere come stava, ma ormai era troppo tardi». La storia di Antonietta Marasco, 56 anni, paziente oncologica, un tempo aiuto montatrice nella troupe di Pasolini e amica di Dacia Maraini, è al centro di un esposto in Procura presentato dal Codacons. Ed è nota, ormai. Il direttore generale del Policlinico Ubaldo Montaguti ha chiesto scusa durante una conferenza stampa e avviato un’indagine interna per individuare eventuali responsabilità, i cui risultati ancora non sono pronti. Chissà Stella cosa si aspettava. «Più di questo, il direttore ha chiesto scusa tramite conferenza stampa, ha dichiarato al mondo, pubblicamente, le responsabilità dell’ospedale…», dicono dall’ufficio stampa. Chissà Stella cosa voleva, allora. Una telefonata privata, un segno, una voce, un volto, non delle scuse girate ai familiari attraverso i giornalisti forse. «Io non li ho denunciati, loro mi hanno ignorata però», ancora Stella. «Ora ho letto che un’altra persona, un bengalese, è morto il 10 novembre al Pronto soccorso del Pertini: dicono che è rimasto in attesa per due ore e mezzo, allora la morte di mia sorella a che è servita? Non vorrei che si spegnesse tutto troppo presto…». Stella Marasco prova rabbia. «Non so come fare, ho paura che la cosa morirà insieme a lei, mentre io vorrei fare delle cose per gli altri, insistere, ormai mia sorella è finita, ma altri possono salvarsi se curati in tempo». Stella non si dà pace anche perché sua sorella era un codice giallo, inviato direttamente al Pronto soccorso dal reparto di Oncologia. «Doveva essere ricoverata, non stava bene, aveva bisogno di ossigeno. Il suo era un "ricovero d’urgenza per insufficienza respiratoria", doveva avere la precedenza, no? Doveva entrare direttamente, senza passare al Triage, e non aspettare quattro ore il suo turno, sbattuta in corridoio…». «Vorrei tanto avere in mano quel foglio dove c’è scritto "ricovero d’urgenza per insufficienza respiratoria". Ce l’hanno al Pronto soccorso, però». I pm dovranno stabilire perché ad Antonietta sia stato assegnato il codice giallo, quando il foglio firmato dalla dottoressa del reparto Oncologico disponeva il ricovero d’urgenza. Potrebbero anche essere chiamati in causa i medici e gli infermieri ai quali Stella Marasco si è rivolta chiedendo invano aiuto, uno le ha risposto anche in modo sgarbato, lo stesso che poi quando ha visto in che condizioni era Antonietta, è corso a chiamare gli altri. «Mia sorella stava male – conclude Stella – ma non sarebbe morta quel giorno. Altrimenti non avrebbero deciso di sottoporla a sedute di radio e chemioterapia. Mangiava, si sostentava, non era ancora arrivata la sua fine». E’ per questo che Stella non riesce ancora a darsi pace.
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