Pendolari in crisi di nervi
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
scrivono a Prefetto e Regione
I pendolari si ribellano. D`accordo che un autobus pubblico non può fermarsi sotto la casa di ciascuno dei passeggeri-utenti, ma costringerli a una specie di gara a ostacoli tipo Giochi senza frontiere è troppo. È il caso di oltre cento cittadini di Acquaviva delle Fonti che lavorano a Bari, in uffici pubblici o privati. Stufi di marce sotto ogni tipo di condizioni atmosferiche, hanno preso carta e penna e hanno scritto al prefetto, Tommaso Blonda, alla Procura, al presidente della Regione, Fitto, alla Codacons, al sindaco di Acquaviva e alla Sita.
Parlano di «vessazioni e disservizi», i malcapitati-forzati del torpedone. Alla base della lamentela collettiva, i lavori per la risistemazione della fogna nel centro abitato.
I lavori in corso hanno costretto la Sita e l`amministrazione cittadina, nei mesi scorsi, a istituire una sola fermata, alle spalle della stazione ferroviaria, in località Monteschiavo, praticamente periferia. Una zona «del tutto priva di servizi quali quelli igienici e bar e controllo da parte delle forze dell`ordine», peggio, «alla mercè di bande di delinquenti».
Dopo le prime proteste degli utenti, la Sita ha modificato l`itinerario. In questo modo: è stata introdotta una fermata nella centrale piazza Garibaldi solo per le corse del mattino delle 6,30 e delle 6,35 e per quella serale che parte da Bari alle 19,30. Tutto il resto «passa» solo da Monteschiavo. I viaggiatori allora s`interrogano spazientiti: «Di chi sono veramente le colpe?».
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