19 Maggio 2016

Pendolari dell’ Alta velocità in rivolta «Andiamo al Tar contro l’ Au t h o r i t y »

Pendolari dell’ Alta velocità in rivolta «Andiamo al Tar contro l’ Au t h o r i t y »

 I pendolari della Torino Milano si ribellano e sono pronti a portare al Tar il braccio di ferro sulle linee ad Alta velocità. I comitati contestano la delibera con cui la scorsa settimana l’ Authority dei Trasporti ha regolato il rapporto fra operatori e viaggiatori, riconoscendo il diritto degli abbonati ad avere un posto garantito a bordo e bocciando l’ idea di fissare un tetto massimo alle tessere, ma allo stesso tempo consentendo a Trenitalia (Ntv già lo fa) di rendere obbligatoria la prenotazione del posto, pena sanzione immediata, dal 1° gennaio 2017. La faccenda si appresta a finire sul tavolo dei giudizi amministrativi del Piemonte, a cui i pendolari hanno intenzione di rivolgersi. Un’ iniziativa che probabilmente coinvolgere tutti i comitati presenti sul territorio italiano. «Stiamo valutando la possibilità di fare ricorso – spiega il portavoce del comitato Torino -Milano Leonardo Pelle grini -. Domani (oggi ndr) abbiamo in programma una riunione al Codacons e anche Fe derc onsumatori ha incontrato Trenitalia. Dai riscontri che abbiamo avuto, crediamo che una strada ci sia». Perché quella che l’ Autorità con sede al Lingotto descrive come una soluzione equilibrata, che garantisce i diritti di tutte le parti, per i viaggiatori non è tale. «Qualche tutela in più in effetti c’ è – continua Pellegrini – soprattutto sull’ in formazione e sui rimborsi». Ad esempio, viene sancito «il diritto al cambio di prenotazione, indipendentemente dal canale utilizzato per effettuarla», ha scritto il Garante Andrea Camanzi nel pronunciamento. Ma, sostiene il portavoce dei pendolari, «i ter mini della questione rimangono sempre gli stessi». E rispetto alla primavera dello scorso anno, quando il sovraffollamento dei convogli fece scoppiare il caso, la situazione è solo lievemente migliorata. «Nelle ore di punta ci sono almeno una quarantina di abbonati costantemente in piedi. Queste persone da gennaio saranno multate o dovranno rimanere a terra». Il nodo del contendere sta nella natura dei collegamenti ad Alta velocità. Per i pendolari si tratta di «un servizio di pubblica utilità su strutture pubbliche», che non può avere alternative perché i treni regionali sono troppo lenti e che vede Trenitalia quasi senza concorrenza. «Italo ormai non vende più gli abbonamenti sulla Torino -Milano. Lo fa solo sulla Bologna Milano e sulla Roma -Napoli» dicono. Ma per l’ Autori tà di garanzia è tutta un’ al tra storia: le linee ferroviarie ad Alta velocità, hanno precisato più volte dal Lingotto forti di un parere in merito dell’ Antitrust, sono un servizio soggetto al libero mercato. Di conseguenza, non sono applicabili regole che lo contrastino. Andrea Gatta.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this