Peggiori per over80 ma prime per “salta- fila”: Sicilia e Toscana
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fonte:
- Il Fatto Quotidiano
L o staff del governatore della Toscana Eugenio Giani ora dice che “entro il 25 aprile riceveranno la prima dose tutti i 320 mila over 80″. Nel frattempo, però, il Codacons ha denunciato la Regione, con un esposto nel quale ravvisa l’abuso d’ufficio annunciando anche la promozione di una class action. La raccolta delle adesioni a un’azione risarcitoria collettiva “per conto di tutti gli anziani con più di 80 anni che ancora non hanno ricevuto il vaccino” è iniziata. Tutto ruota intorno al caso del personale giudiziario che in Toscana è stato già vaccinato: circa 8 mila persone (mentre gli anziani restavano quasi al palo). Tra loro avvocati e impiegat dei tribunali. E poi magistrati che, secondo l’Anm (che però in serata ha leggermente corretto il tiro), dovrebbero essere considerati categoria alla quale assicurare corsia preferenziale, pena la sospensione delle attività non urgenti. Il ministero della Giustizia ha ribadito il no che era già stato opposto dalla ministra Marta Cartabia il 18 marzo. Una questione di uguaglianza. E di rispetto dei criteri stabiliti dal governo, che ha deciso di procedere per classi di età, eliminando anche dalle disposizioni del ministero della Salute la voce “altri servizi essenziali” che l’ febbraio aveva aperto alle Regioni ampi margini di discrezionalità. La strigliata del premier Draghi alle Regioni, accusate di aver favorito categorie professionali con potere negoziale a scapito degli anziani etti allo stesso modo. A dispetto delle dichiarazioni del commissario all’emergenza generale Figliuolo, che due giorni fa ha detto: “Siamo allineati al piano e non ci sono differenze tra regioni”. Ma se il piano non è cambiato ancora u- volta ci sono Regioni che corrono e altre che arrancano. Non c’è solo il caso della Toscana, ultima in Italia per percentuale di over 80 vaccinati sul totale delle somministrazioni: 22,14 contro una media nazionale del 32,15 e con una fornitura di 709 mila dosi, 473.930 tra l’ e il 25 marzo. La Sicilia le contende il primato, con il 22,21 %, su 749.986 somministrazioni. Mentre nella categoria “altro” (nella quale non rientrano personale sanitario, ospiti delle Rsa, forze dell’ordine personale scolastico e universitario) figurano ben 219.230 somministrazioni, il 29,3 più degli anziani. Qui è stato vaccinato anche Gianfranco Miccichè, presidente dell’assemblea regionale. “Ma sono un soggetto vulnerabile perché cardiopatico”, ha spiegato. L’altra regione che procede al rallentatore è la Calabria: con il 26,96 di over 80 immunizzati. Quelli della categoria “altro”, sono invece il 24,5 In pratica, quasi si equivalgono. tra questi ultimi, come ha stabilito il commissario straordinario alla Sanità Guido Longo, oltre al personale sanitario c’è quello delle prefetture. La Sicilia, però, non ci sta a indossare la maglia nera: “Avevamo dato il via libera anche ad avvocati e giornalisti, ma abbiamo sospeso tutto perché si procede sulla base dell’età – spiega lo staff del governatore Nello Musumeci -, mentre nella categoria ‘altro’ ci sono soggetti fragili, disabili gravi e over 70. Sugli anziani siamo in ritardo perché attendiamo nuove forniture”. La Sicilia finora ha ricevuto 863 mila dosi, 355.110 dall’ al 25 marz o ; l a C a l a b r i a i n t o t a l e 323.990 (138 mila nell’ultimo mese). Corre, invece, il Lazio. Sul totale delle oltre 979 mila somministrazioni fatte, il 35,77 riguarda ultraottantenni. In questo caso, dopo la vaccinazione dei sanitari, è stato sempre adottato il criterio anagrafico, come spiega l’assessore alla Salute, Alessio D’Amato Il Lazio ha anche replicato il metodo applicato da Israele, con hub monotematici, dove si somministra solo un tipo di vaccino, per evitare errori.
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