1 Marzo 2019

Pedemontana veneta un nuovo missile dei pentastellati «Grande scandalo»

Enzo Favero Treviso. «Ogni bambino che nasce in Veneto si trova subito sul groppone un debito di 2500 euro per la Pedemontana Veneta». Lo ha affermato Franco Conte, del Codacons, in occasione della conferenza stampa organizzata ieri alla Camera dei Deputati dalla deputata pentastellata bassanese Sara Cunial. Con lei c’ erano Enrico Cappelletti, senatore del M5S nella passata legislatura, l’ avvocato veneziano Gianfranco Perulli, l’ ingegner Alberto Baccega, Osvaldo Piccolotto e appunto Franco Conte. Sotto accusa la scelta di una superstrada che è poi un’ autostrada, le procedure seguite, i costi soprattutto, definiti a carico del pubblico e a vantaggio del concessionario. E la politica portata avanti dalla Regione Veneto prima con Galan e poi con Zaia. Non casuale il titolo dato: «Un altro Mose, ma di asfalto», a descrivere un’ opera infinita e dai costi sempre più alti. «Due miliardi e 258 milioni di euro a cui aggiungere l’ Iva è il costo di realizzazione – ha detto Enrico Cappelletti – ma per i 39 anni di concessione il costo è di 13 miliardi di euro, più Iva, che dovrà coprire la Regione con canoni annui perché i flussi veicolari saranno di gran lunga inferiori a quelli previsti».È stato uno dei tasti su cui hanno maggiormente insistito gli intervenuti quello dei flussi di traffico. «Diciannovemila veicoli aveva calcolato la Cassa Depositi e Prestiti dopo 39 anni, 79mila al termine dei 39 anni invece la Regione Veneto – ha affermato Osvaldo Piccolotto – Ma basta vedere i vari studi sul traffico che sono stati fatti per capire che la Pedemontana Veneta avrà flussi limitati, anche rendendo impossibile ai residenti l’ uso della viabilità locale. Ma ai costi già elevatissimi c’ è da aggiungere che la Regione dovrà accettare ulteriori costi per la viabilità complementare». È stata una storia di ricorsi ed esposti: alla Procura, alla Corte dei conti, al Tar del Lazio quella elencata ieri alla conferenza stampa organizzata dai pentastellati, alcuni esiti dei quali devono ancora arrivare. E di attacchi a Galan e Zaia per la nomina del commissario straordinario per l’ emergenza viabilità: «Una emergenza viabilità tirata in ballo per Vicenza e Treviso – ha fatto notare ancora Piccolotto – quando la Pedemontana Veneta passa lontano da queste due città». E per soluzioni progettuali che potevano essere meno onerose. «La Valdastico Sud ha poco traffico – ha puntualizzato Cappelletti – ma anziché far entrare la Pedemontana veneta nella Valdastico Sud la fanno correre parallela. Se utilizzavano la Valdastico Sud ci sarebbe stato un risparmio di un terzo dei costi». Non hanno ancora perso le speranze di fermarla i pentastellati, anche se «hanno proceduto a macchia di leopardo per rendere irreversibile il completamento a vantaggio del concessionario», ha detto Alberto Baccega. I pentastellati confidano ancora sulle ultime sentenze attese dopo i loro ricorsi. «Ma – ha affermato Franco Conte – la sindrome di non poter tornare indietro è deboluccia, va data la speranza di poter fermare questa opera». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this