19 Febbraio 2015

Pedemontana senza segnale Rai Si mobilitano ventisette sindaci

Pedemontana senza segnale Rai Si mobilitano ventisette sindaci

MANIAGO Petizione popolare e lettera a ministero dello Sviluppo economico (Mise), Rai, Prefettura, Codacons, Agcom e Corecom per chiedere non soltanto una rapida risoluzione del problema dell’ assenza del segnale Rai, ma anche l’ esenzione dal pagamento del canone per il periodo di mancata ricezione. I sindaci della Pedemontana pordenonese, da Maniago alla Val Tramontina, da Cavasso ad Aviano, fanno fronte comune e intendono proseguire nella battaglia che li vede al fianco dei cittadini, considerate le risposte non esaustive che la società ha dato sinora. «E’ dal 16 dicembre che è stata interrotta, per disposizioni ministeriali, la diffusione del segnale emesso dal centro di Udine, provocando le conseguenze ormai note – ha dichiarato il sindaco di Cavasso, nonché vicepresidente dell’ Associazione intercomunale, Emanuele Zanon, tra i primi ad aver scritto alla Rai alla fine dell’ anno scorso -. La Rai ha fornito una risposta non esaustiva ai nostri interrogativi e non è stata in grado nemmeno di darci un riscontro rispetto alle tempistiche di risoluzione. Come amministratori, abbiamo inteso procedere con una petizione, che partirà in questi giorni, cui si aggiunge una nuova missiva da recapitare a società, Mise e altre istituzioni». Nella lettera, i sindaci chiedono in primis un intervento immediato di riattivazione del segnale, nonché, e questo è l’ aspetto che interessa molto i cittadini, considerato che in tanti avevano minacciato azioni di disobbedienza civile, la possibilità di esentare dal pagamento del canone, per il periodo di assenza del segnale, gli utenti. Inoltre, viene chiesta una risposta su modalità e tempi necessari per la riattivazione del servizio. I firmatari della missiva sono 27 amministratori, in rappresentanza di altrettanti Comuni. Sul pagamento del canone tv, comunque, la Rai era stata chiara: «L’ obbligo discende dalla semplice detenzione di un apparecchio televisivo, indipendentemente dalla maggiore o minore estensione del servizio e della qualità o quantità del relativo utilizzo». Il canone, insomma, va pagato, nonostante i disservizi: questa la risposta fornita a un cittadino di Cavasso. Ma i sindaci non si fermano a questo riscontro. «La Rai, oltre a non essere in grado di produrre qualità al pari della concorrente Sky, stacca anche il segnale e noi, in aggiunta al canone, dobbiamo sostenere pure la spesa dell’ antennista», hanno commentato alcuni cittadini. Una posizione condivisa dagli amministratori, che continuano a insistere sul fatto che sia necessario un rispetto di quanti pagano il canone senza però vedersi garantito il servizio. Da qui le iniziative. Giulia Sacchi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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