8 Marzo 2019

Pedemontana, rigettato anche l’ ultimo ricorso

vittoria netta: «il tribunale amministrativo regionale conferma pure la bontà del terzo atto convenzionale»
Anche l’ ultimo ricorso pendente sulla Pedemontana è stato rigettato. Ieri il Tar ha bocciato le due istanze del gruppo Salini Impregilo contro la Regione: la delibera con cui palazzo Balbi ha acceso un mutuo da 300 milioni per pagare l’ opera e l’ accordo che è alla base di questa scelta, il Terzo Atto Convenzionale col Consorzio Sis. L’ impugnazione è stata depositata nel periodo in cui Zaia aveva ipotizzato una tassa di scopo per riuscire a finanziare l’ opera in impasse per le difficoltà di Sis di trovare liquidità. Il nodo, come noto, si è poi risolto con un nuovo mutuo acceso dalla Regione (invece dell’ addizionale sui veneti) e l’ emissione di titoli da una banca internazionale che hanno permesso a Sis di ridare benzina ai cantieri. Ma la vicenda giudiziaria era rimasta aperta fino a ieri rischiando di bloccare l’ opera. Il Tar ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Impregilo e quelli avanzati “in adiuvandum” da Codacons e da altri privati. I motivi sono prima di tutto formali. In pratica, sostengono i giudici, Impregilo non ha titolo nel chiedere di fermare tutto e rifare una gara perché non ne avrebbe alcun vantaggio. Non solo. L’ impugnazione di Impregilo è tardiva perché non può contestare un atto che deriva da un altro atto, quello Aggiuntivo, che è del 2013. I giudici però non si sono fermati qui e sono entrati anche nel merito confermando di fatto la piena validità del Terzo Atto Convenzionale. Questo perché «la Regione – si legge – si è trovata a dover scegliere quale fosse la strada migliore per il perseguimento degli innumerevoli interessi pubblici coinvolti: quello a completamento di un’ opera ritenuta strategica e già in fase di esecuzione; poi l’ interesse ad un corretto uso dei fondi pubblici; e ancora l’ interesse della collettività ad un razionale uso del territorio». E per il Tar la Regione ha scelto bene: «Il Terzo Atto ha avuto come effetto solo quello di contribuire ad un chiaro equilibrio dell’ allocazione dei rischi», si motiva nel dispositivo. Il rischio legato al traffico non è stato quindi spostato: era e resta a carico della Regione. E il Terzo Atto non è una nuova re-scrittura del contratto, come sostenuto da Impregilo. A smontare le accuse ci hanno pensato l’ Avvocatura regionale e il professor Bruno Barel, socio fondatore Studio legale BM&A e docente di Diritto dell’ Unione Europea all’ Università di Padova. Commenta il governatore Zaia: «Questa è una sentenza che definisce con chiarezza come il percorso giuridico intrapreso sulla Spv sia e sia stato corretto». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
cri.gia.

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