Pedemontana, la Corte dei conti convoca tutti
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Era attesa: la Corte dei conti sta per trarre le conclusioni del ciclo di tre anni in cui ha messo “sotto esame amministrativo” la superstrada Pedemontana veneta. «Siamo di fronte a un’ ulteriore bocciatura dell’ opera», scrive in una nota il comitato CovePa, che è stato convocato a sua volta assieme a Ministeri, Regione, commissario regionale Marco Corsini, Province, Comuni (ma d’ ufficio solo Breganze e Povegliano che lamentano precisi problemi con la viabilità complementare che era prevista ed è sospesa), Codacons, Italia Nostra e parco delle Rogge. L’ udienza è convocata per discutere l’ ulteriore relazione del giudice Antonio Mezzera sulla “Ridefinizione del rapporto concessorio sulla superstrada Pedemontana veneta».C’ è un fatto curioso, in questa relazione. Mezzera infatti prima riassume tutti i rilievi che aveva fatto con la relazione di fine 2016 su progettazione, costi, ricorso al commissariamento, convenzione coi privati, controlli). Poi riassume velocemente le risposte della Regione date in maggio sui vari punti (e in particolare che la Regione scrive «il nuovo atto convenzionale elimina molte delle clausole stigmatizzate dalla Corte»). Infine aggiunge un lungo capitolo sugli “eventi più recenti”. Nel quale, curiosamente come detto, più che rilievi di Mezzera ci sono molte citazioni sia delle spiegazioni fornite dalla Regione, sia dei rilievi formulati in novembre dall’ Autorità anticorruzione.Da una parte dai testi si evince che Mezzera sottolinea che la stessa Regione dà più volte ragione alla Corte per i rilievi che aveva fatto all’ allora commissario di governo (che li respingeva). Dall’ altra si confermano le accuse sui mancati controlli da parte dei Ministeri e si rilancia il dubbio che la modificata convenzione Regione-Sis possa violare le norme Ue sulla concorrenza (ma si riporta anche il perché non è così). Mezzera ha dubbi sul fatto che la Regione possa in futuro incassare dai pedaggi più soldi di quelli che darà a Sis col “canone di disponibilità” dell’ opera. Ma riporta le ampie spiegazioni con cui la Regione fissa un punto fermo: la Pedemontana non può più essere fermata, e il recesso dal contratto sarebbe un disastro. Il 6 marzo sarà il momento della verità finale.
piero erle
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- Rassegna Stampa
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Tags: Corte dei Conti, Pedemontana
