Pedemontana, effetto closing: il cantiere supera i 50 milioni
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fonte:
- Il Gazzettino
INFRASTRUTTURE VENEZIA Giornata intensa ieri sul futuro delle infrastrutture. Mentre a Roma si teneva l’ adunanza sulla Pedemontana davanti alla Corte dei Conti, a Venezia la commissione regionale si riuniva sul caso Veneto Strade. Due incontri interlocutori, anche se non sono mancate le polemiche. A ROMA Per quanto riguarda la Pedemontana, nella Capitale era convocata la sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato. Nell’ occasione il magistrato delegato Antonio Mezzera ha illustrato la sua terza e ultima relazione. A differenza delle precedenti, relative al periodo della gestione commissariale governativa, questa volta i rilievi si sarebbero focalizzati sull’ opera in sé, ora passata sotto l’ egida della Regione. All’ udienza hanno partecipato i rappresentanti degli oppositori Covepa e Codacons, ma anche di Anas, dei ministeri delle Infrastrutture e dei Beni culturali, nonché di Palazzo Balbi e cioè il commissario Marco Corsini e la dirigente della struttura tecnica Elisabetta Pellegrini. In attesa della delibera, è emerso che si vedono gli effetti dell’ avvenuto closing finanziario: a febbraio la produzione del cantiere ha superato i 50 milioni di euro, in linea con il cronoprogramma. A VENEZIA Nel frattempo in laguna si è svolta l’ audizione dell’ assessore Elisa De Berti sull’ operazione che ha visto l’ ingresso di Anas in Veneto Strade al 51%, con la Regione che sale al 38%. «Anche un bambino ha detto la leghista capirebbe che da questa operazione la nuova società regionale ha tutto da guadagnarci. Ma a qualcuno non par vero di evocare fantasmi come la perdita di sovranità, la rinuncia all’ autonomia, la svendita di beni preziosi Spettri che vedono solo loro, nel goffo tentativo di screditare un’ operazione industriale che invece non farà altro che garantire più efficienza alla gestione della nostra rete stradale». Replica del capogruppo dem Stefano Fracasso: «L’ assessore De Berti ha dato chiarimenti tecnici eludendo però il tema di fondo, quello dell’ autonomia. Politicamente il nostro giudizio rimane negativo su un’ operazione in retromarcia, perché contraddice il processo di autonomia portato avanti dalla Regione e stride ancor di più se pensiamo che, negli stessi giorni dell’ accordo, Zaia firmava la pre-intesa con il Governo». A.Pe. Al.Va. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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