5 Ottobre 2004

Pedaggio in vista per 1500 chilometri di strade

IL GOVERNO INTENDE CEDERE A PREZZO DI MERCATO ALCUNE TRATTE. IL PROGETTO RIGUARDA ANCHE LA CIRCONVALLAZIONE ROMANA E LA REGGIO-SALERNO

Pedaggio in vista per 1500 chilometri di strade
Protestano la Lega e il centrosinistra. Incasso previsto 3 miliardi di euro











ROMA.
Scatena feroci polemiche la proposta contenuta nella legge Finanziaria 2005 di far pagare un pedaggio anche sulle strade statali. Si tratterà comunque di strada in salita, se persino la Lega si dice contraria e minaccia emendamenti per sopprimere la norma. La misura dovrebbe riguardare 1.500 chilometri di vie «tra quelle in esercizio e quelle in costruzione». Si introduce così la possibilità di vendere a prezzo di mercato, a società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, tratti della rete nazionale suscettibili di assoggettamento a tariffa. Da questa dismissione, il Governo conterebbe di incassare circa 3 miliardi, facendo riferimento alla concessione quarantennale analoga a quella del gruppo autostrade, con un ricavo medio da pedaggio pari a circa 0,68 per chilometro. Dunque si arriva ad ipotizzare un rendimento del capitale investito per la società acquirente pari al 7,5%.
La relazione tecnica fornisce anche un elenco di strade che potrebbero rientrare nell?ipotesi pedaggio: 869 chilometri di rete autostradale più 20.590 chilometri di strade e sono, il Grande Raccordo Anulare di Roma, l?Autostrada da Roma a Fiumicino, la A3 della Salerno-Reggio Calabria, la A19 Palermo-Catania, la A29 Palermo-Mazara del Vallo. E proprio in merito ad alcune di queste arterie, l?Anas non più di un anno fa, aveva reso noto uno studio di fattibilità: «Si trattava di un?ipotesi – ricordano i vertici dell?Anas – di pedaggiare una serie di nostre autostrade. Ipotesi a venire perché in molte di queste i lavori sono ancora in corso. Per esempio la Salerno-Reggio Calabria, la Catania-Siracusa che deve ancora essere costruita, o il Gra di Roma dove entro il 2006 verrà completata la terza corsia. In quest?ultimo caso non si parlava di pedaggi classici, si sarebbero dovute utilizzare le barriere già esistenti e applicare sulle quelle tariffe, un ticket. Naturalmente ne sarebbero stati esclusi tutti quegli utenti che si servono delle stesse strade per spostamenti urbani senza arrivare alle barriere. Per quanto riguarda la Roma-Fiumicino, questa è già costruita ma non ci sono i caselli per operare un pedaggio classico. Se invece si ipotizzasse un ?pedaggio ombra?, non sarebbero i cittadini a pagare ma le istituzioni, le imprese, le camere di commercio che hanno interesse in quell?arteria».
Era ieri ma oggi c?è di più. Fabrizio Vigni, capogruppo Ds in commissione Ambiente alla Camera avverte: «Nelle pieghe di questa manovra si legge che le strade verranno messe in vendita a ?prezzo di mercato?. Non c?è mercato per le strade perché nessuno stato del mondo ha mai pensato di venderle. L?intera operazione è inaccettabile». Inaccettabile, per sindacati e associazioni dei consumatori, è la previsione del maggiore esborso di 150 euro a famiglia. Tuona Carlo Rienzi, presidente del Codacons che ha stilato con Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons) un calcolo di voci di spesa: «Le strade sono già finanziate dalle imposte per trasporti su strada; le famiglie versano qui il 18% del loro reddito medio annuo e avrebbero diritto almeno a buone strade. Noi proponiamo una tassa da addebitarsi a chi queste strade gestisce; per i ritardi, per gli incidenti, per la cattiva conservazione».
Il Verde Bonelli dice : «È una follia far pagare il pedaggio sul Gra e sulla Roma-Fiumicino, sia sul piano economico, sia sul piano ambientale perché provocherebbe un trasferimento del traffico dentro Roma con un grave appesantimento della mobilità cittadina». Sull?argomento scende in campo anche il sindaco di Roma Veltroni: «Siamo assolutamente contrari, la devono smettere di far pagare le loro riduzioni delle tasse ai cittadini. Sono solo botte di demagogia». Sulla stessa linea il presidente della Provincia Enrico Gasbarra: «E? l?ennesimo balzello come se non bastassero la stretta agli enti locali e l?aumento delle addizionali». Pure dai sindacati arriva un no deciso; Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-Anas parlano del Governo che «usa la leva tariffaria solo per fare cassa penalizzando così maggiormente il Sud».
Pensa al Meridione e alla fine della strade gratuite in questa parte d?Italia anche Nello Formisano dell?Italia dei Valori mentre Ermete Realacci dell?esecutivo della Margherita lancia una provocazione: «Siamo d?accordo solo se servirà a migliorare la qualità del sistema viario. Altrimenti saremmo di fronte all?ennesimo ingiustificato balzello». Di segno contrario l?analisi di Legambiente: «Tassa utile se i soldi saranno utilizzati per grandi opere pubbliche, utile se disincentiva l?uso delle macchine. L?intera operazione va letta alla luce dell?impiego di questo denaro».

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