23 Febbraio 2011

Pedaggi,il Tar boccia il governo e annulla l’ aumento delle tariffe

Il Tar ha bocciato definitivamente gli aumenti dei pedaggi autostradali e di alcune strade di interconnessione come il Gra di Roma. Il Pd: è «una vittoria che seppellisce una tassa iniqua». Il governo: «Andremo avanti».

Dopo uno stop and go durato mesi, ieri la decisione definitiva: non ci saranno aumenti di pedaggi sulle autostrade e sul Gra di Roma. Il Tar del Lazio ha infatti annullato il decreto ministeriale con il quale il 25 giugno 2010 sono state aumentate le tariffe sulle strade che si interconnettono con autostrade e raccordi autostradali gestiti dall’ Anas. Tra questi anche il Grande Raccordo Anulare. Secondo i giudici amministrativi del Lazio il decreto non tiene conto degli automobilisti che percorrono le strade di interconnessione senza entrare nelle autostrade, come nel caso, appunto dell’ «anello» romano. Inoltre per il Tarlo stesso decreto violerebbe le norme comunitarie in materia. A presentare il ricorso contro la decisione del governo fu, in primis, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti (Pd), seguito dai colleghi delle province di Rieti, Ferrara, Firenze e Pescara, dalla regione Toscana, dal comune di Fiano Romano e dal Movimento difesa del cittadino. La decisione di ieri è l’ ultima di una serie iniziata il 29 luglio. In quella data il Tar sospese il decreto, sostenendo che appariva come una mera tassa, mentre invece al pagamento doveva corrispondere un servizio. Il successivo primo settembre, però, il Consiglio di Stato sentenziò che la decisione del Tar non si riferiva all’ intero territorio nazionale «ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti». Tre giorni dopo, nuova ordinanza dei giudici amministrativi di primo grado; accogliendo le richieste del Movimento Difesa del Cittadino estese lo stop degli aumenti a tutto il Paese. Ieri la parola definitiva del Tar del Lazio, con le motivazioni delle sentenze di accoglimento dei ricorsi proposti. In pratica si imporrebbe «agli automobilisti una prestazione patrimoniale aggiuntiva che prescinderebbe dall’ utilizzo in concreto del tratto viario interessato dal pedaggio». Per il Tar, inoltre, il decreto sarebbe contrario alle norme comunitarie, nonché della norma nazionale che le recepisce, determinando la maggiorazione «per le classi di pedaggio, a prescindere peraltro dall’ effettivo uso dell’ infrastruttura». Alla fine di gennaio però il presidente dell’ Anas, Pietro Ciucci, ha annunciato nuovi pagamenti sui tratti gestiti dalla società. Immediato il coro di "no" degli enti locali, con il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, pronto, in caso di nuovo decreto, a un nuovo ricorso. «Il Tar ha seppellito definitivamente la volontà del governo di introdurre i pedaggi sul Raccordo Anulare e ancora una volta dà ragione alla Provincia di Roma che si è subito opposta a questa tassa iniqua», ha commentato ieri Zingaretti, «è stata una vittoria dei cittadini contro un grave sopruso». Dichiarazioni di soddisfazione anche dagli altri amministratori e politici, di sinistra e destra, dal Vannino Chiti, a Gianni Alemanno e tanti altri che parlano di «bocciatura» della politica delle tasse. E mentre il Codacons chiede che gli automobilisti vengano rimborsati, si registra il parere stizzito del viceministro alle Infrastrutture della Lega Nord, Roberto Castelli, il quale, parlando di non si sa bene quali "privilegi" avverte: «Il governo va avanti».

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