Pedaggi, Tar del Lazio: no agli aumenti per autostrade e Gra
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fonte:
- Affari Italiani
Buone notizie per chi viaggia: il Tar del Lazio ha detto "no" all’aumento dei pedaggi autostradali. La prima sezione del tribunale amministrativo, presieduta da Linda Sandulli, ha così accolto l’istanza della Provincia di Roma e di altri Comuni laziali.
In particolare, nell’ordinanza si spiega che "il provvedimento impugnato per essere coerente con la finalità" di circolazione stradale alternativa a quella a pedaggio "deve assumere il carattere di corrispettivo per l’utilizzo di una infrastruttura e non quello di misura fiscale; al contrario tale carattere non appare sussistente in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura".
Il Tar ha quindi accolto la richiesta di sospensiva "considerato che nelle ipotesi anzidette il decreto impugnato sembra addirittura prescindere dalla regola comunitaria che impone il pagamento di una somma determinata di denaro basata, anche, sulla distanza percorsa; e tenuto conto, infine, che la consistenza della fumus boni iuris non può non riflettersi sulla valutazione del danno paventato appeso che può essere considerato soltanto nel caso in cui il provvedimento che lo determina appaia illegittimo e che, in ogni caso, deve tenersi conto del danno subito dalla comunità così come evidenziato da parte ricorrente".
ALEMANNO E POLVERINI CONTENTI – ”E’ un importante segnale quello che viene dal Tar del Lazio che ha sospeso il decreto che disponeva gli aumenti dei pedaggi autostradali”. Lo afferma in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ”Questo – prosegue il primo cittadino – ci consente di rivedere il provvedimento in modo da scaricare le necessità finanziarie del Governo sui margini di profitto della Società Autostrade e non sugli utenti e in particolare i pendolari che devono pagare quotidianamente il pedaggio”.
"Mi fa piacere che il Tar si sia espresso accogliendo il ricorso della provincia di Roma contro l’aumento dei pedaggi autostradali – ha commentato la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, arrivando in via della Stamperia per la conferenza Stato-Regioni – soprattutto per i tanti pendolari che ingiustamente si sono ritrovati davanti ad un aumento delle tariffe".
IL CODACONS – Esulta per la decisione dei giudici il Codacons, che era intervenuto dinanzi al Tar del Lazio al fianco della Provincia di Roma. "Il Tar – spiega Rienzi – ha accolto totalmente la tesi del Codacons contenuta nell’intervento, ossia quella che solo chi usufruisce di un servizio deve pagare per il servizio medesimo. La decisione del Governo, invece, era abnorme, perché imponeva agli utenti di finanziare con il proprio pedaggio strade che magari non avrebbero mai utilizzato nella loro esistenza".
"Ora gli automobilisti hanno diritto ad ottenere la restituzione delle maggiori somme pagate dall’1 luglio ad oggi, comprensive degli interessi – prosegue Rienzi – A tal fine invitiamo gli utenti a conservare le ricevute rilasciate ai caselli, così da poter partecipare alle azioni risarcitorie che il Codacons sta valutando. Ancora una volta – conclude Rienzi – i giudici hanno dato una importante lezione di diritto ai nostri governanti, bocciando disposizioni sciagurate che avrebbero comportato un danno per i consumatori".
CASTELLI CONTRARIO – ”La sentenza del Tar del Lazio che ha accolto i ricorsi contro gli aumenti dei pedaggi è l’ennesima dimostrazione del caos che regna in un Paese in cui chiunque può bloccare le decisioni del governo”. Questo il commento del vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Roberto Castelli, alla sentenza del Tar che ha bloccato gli aumenti dei pedaggi autostradali stabiliti nella Manovra del Governo, esortando il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, a varare una norma di legge apposita per gli aumenti.
”Questa sentenza – prosegue Castelli – mette a repentaglio la credibilità di tutti i piani economico-finanziari delle grandi infrastrutture realizzate in finanza di progetto quali Brebemi, Pedemontana, Tem, Cecina-Civitavecchia e ribadisce per l’ennesima volta l’incertezza del sistema Paese, che è la causa fondamentale dei mancati investimenti internazionali in Italia”. ”I nostri padri costituzionali diedero vita a una Costituzione ipergarantista che poteva avere qualche ragione nell’immediato dopoguerra, all’uscita dal fascismo, ma che oggi significa semplicemente il caos – aggiunge il vice ministro -. Ancora una volta il detto mussoliniano ‘Governare l’Italia non è impossibile, è inutile torna drammaticamente di attualità”.
”A questo punto – conclude Castelli – esorto il Ministro Tremonti a varare una norma di legge, contro la quale fortunatamente il Tar non può nulla, visto che le previsioni di estrema necessità e urgenza sussistono tutte”.
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