29 Luglio 2010

PEDAGGI: TAR BOCCIA MANOVRA, STOP AUMENTI SU AUTOSTRADE/ANSA

 
 
ACCOLTI RICORSI;ZINGARETTI, EVITATA INGIUSTIZIA; ESULTA ALEMANNO

           
            (ANSA) – ROMA, 29 LUG – Stop all’aumento dei pedaggi, entrato
in vigore il primo luglio scorso. Lo ha deciso il Tar del Lazio
nel giorno del via libera definitivo della Camera alla manovra
correttiva da 24 miliardi di euro, che conteneva la norma per
tagliare il versamento annuale del governo all’Anas per la
gestione e manutenzione di alcuni tratti autostradali e delle
strade di sua competenza. Dai pedaggi l’Anas stimava un ricavo
di 83 milioni nella seconda metà del 2010 e 200 nel 2011.
   Grande la soddisfazione del presidente della Provincia di
Roma, Nicola Zingaretti, che aveva presentato ricorso assieme a
41 Comuni, alla provincia di Rieti e al Codacons. Ricorsi
autonomi erano stati fatti anche dal Comune di Fiano Romano e
dalla provincia di Pescara. Esultano le associazioni dei
consumatori e anche il presidente della Regione Lazio Renata
Polverini e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, pur non avendo
fatto ricorso.
   Nell’ordinanza di sospensione, i giudici amministrativi della
prima sezione del Tar del Lazio presieduta da Linda Sandulli
hanno spiegato che al pagamento deve corrispondere un servizio,
perché il pedaggio non può essere una mera tassa. In
particolare, il Tar si riferisce a tutti i casi che prevedono
"il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale
non necessario e non interessato dalla fruizione dell’
infrastruttura". Il pedaggio si pagava ai caselli delle
autostrade in concessione che si interconnettono con i raccordi
autostradali gestiti direttamente dell’Anas.
   Zingaretti ha subito convocato la stampa: "abbiamo evitato
un’ingiustizia", ha sottolineato, e "adesso il governo deve
riflettere". Oltre alla "vittoria tecnica", il presidente
della Provincia ha rilevato "l’importanza del provvedimento,
soprattutto per salvare l’Italia dalla crisi". E ha aggiunto:
"La coerenza paga", perché "le dichiarazioni senza coerenza
sono ipocrisia" mentre occorre "rafforzare e ricostruire il
rapporto con i cittadini". Una battuta che ha tutta l’aria di
riferirsi a Polverini e Alemanno. La prima ha spiegato di non
aver presentato il ricorso per non allungare i tempi della
sospensiva del Tar ma di aver sostenuto quello della Provincia
perché sarebbe stato stato "un ulteriore balzello" per
"tanti pendolari e famiglie". Il sindaco di Roma ha giudicato
la decisione del Tar "un importante segnale", che "consente
di rivedere il provvedimento in modo da scaricare le necessità
finanziarie del Governo sui margini di profitto della società
Autostrade e non sugli utenti, e in particolare i pendolari".
   Esultano le associazioni dei consumatori: il Codacons e il
Movimento Difesa del Cittadino chiedono che vengano restituiti
gli aumenti pagati ma per l’Aduc "sarà tecnicamente
difficile" e chiede che l’Anas venga perseguita penalmente per
comportamento illegale. L’Adiconsum auspica che la sospensiva
del Tar diventi sentenza, mentre Federconsumatori osserva che lo
stop del Tar evita ai pendolari "un salasso di almeno 50 euro
al mese" e ad ogni famiglia, "tra costi diretti ed indiretti,
una maggiore spesa di 60 euro". Per il capogruppo Pd in
commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, "é una
clamorosa bocciatura della manovra di Tremonti".
   Unica voce dal governo e dalla maggioranza è quella del
viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, il leghista
Roberto Castelli, secondo cui "la sentenza del Tar è
l’ennesima dimostrazione del caos che regna in un Paese in cui
chiunque può bloccare le decisioni del governo". (ANSA).

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