Pedaggi, stop agli aumenti Respinto il ricorso del governo
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA – La sovrattassa sui pedaggi dei raccordi stradali e autostradali dell’ Anas, imposta dalla manovra, in attesa che siano realizzati caselli su arterie come il Grande raccordo anulare romano e la Roma-Fiumicino, non va applicata. Il consiglio di Stato ieri ha confermato la decisione del Tar del Lazio assunta giovedì scorso (che dichiarava illegittimi tali aumenti), rigettando la richiesta di sospensiva dell’ ordinanza del Tribunale amministrativo, avanzata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Il giudizio nel merito è fissato al 31 agosto. Secondo il Consiglio di Stato «non ricorrono gli estremi per una misura cautelare connotata dall’ estrema urgenza», come teorizzato nel ricorso. Il Tar aveva sostenuto che al pagamento deve corrispondere un servizio, e dunque l’ utilizzo di un’ infrastruttura, mentre il decreto configurava una mera tassa. In questo modo i giudici della prima sezione avevano accolto i ricorsi contro l’ aumento dei pedaggi in 9 barriere autostradali del territorio romano, presentati dalla provincia di Roma, insieme con 41 Comuni del territorio provinciale, dal Comune di Fiano Romano, dalla Provincia di Pescara e dal Codacons. Ora però si pone un problema pratico: gli aumenti erano entrati in vigore dal 1° luglio. Gli automobilisti che transitavano in entrata o in uscita dai nove caselli autostradali intorno alla capitale, pagavano dai 20 centesimi a un euro in più per le auto, fino a 2 euro per i camion. Una misura che l’ Anas non ha sospeso quando il Tar ha espresso il proprio giudizio e che, dunque, è ancora in vigore. Il governo infatti aveva stimato di non mettere mano al provvedimento fino a quando il Consiglio di Stato non si fosse pronunciato sull’ istanza di sospensione o addirittura sul merito. A questo punto, dunque, i nuovi pedaggi andrebbero ritirati, e chi ha pagato dovrebbe essere rimborsato. E’ quanto chiedono politici e associazioni dei consumatori all’ unisono. «Chi amministra la cosa pubblica deve rispettare la legge senza atteggiamenti servili con i potenti e lassisti con le persone normali» dice Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma. La stessa richiesta viene dal «governatore» del Lazio, Renata Polverini, che pure non aveva impugnato il decreto, al pari del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Intanto anche il Tar del Piemonte ha accolto un ricorso-gemello presentato dalla provincia di Torino sui pedaggi ai caselli di Bruere, Falchera e Settimo. Ora il presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta, se la prende con Anas e concessionario che «non hanno dato esecuzione alla decisione». Per il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, deve essere «il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, a revocare il decreto che dava il via libera all’ Anas». Quanto al concessionario, Autostrade per l’ Italia, «è in attesa di istruzioni da parte dell’ Anas», come recita una nota.
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