1 Settembre 2010

Pedaggi, stop agli aumenti anche dal Consiglio di Stato Codacons: “Subito rimborsi”

 Pedaggi, stop agli aumenti anche dal Consiglio di Stato Codacons: "Subito rimborsi" Respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio dei ministri e dall’Anas. Il balzello era scattato dal primo luglio scorso ma era stato bloccato dal Tar del Lazio il 29 luglio successivo. Non tutte le tratte interessate allo stop

Roma, 1 settembre 2010 – Buona notizia per gli automobilisti italiani: il Consiglio di Stato ha confermato lo stop agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas decisi con la manovra economica. Il balzello era scattato dal primo luglio scorso ma era stato bloccato dal Tar del Lazio il 29 luglio successivo.

Oggi il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro la sospensiva presentata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dall’Anas.

Esulta il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti:  "Anche il Consiglio di Stato conferma che le nostre argomentazioni erano giuste e sacrosante. Non solo, come poteva sembrare ovvio, dal punto di vista politico e sociale, ma anche da quello strettamente giuridico. Con la nostra forza e tenacia abbiamo vinto e dato un contributo determinante per seppellire questo odioso balzello che penalizzava in modo particolare chi vive, studia e lavora nel territorio romano".

 "Il nostro è stato un impegno doveroso – aggiunge – in quanto siamo una Istituzione che tutela – non a chiacchiere ma con fatti concreti – i diritti dei cittadini contro quelle che sono vere e proprie ingiustizie messe in atto dal Governo nazionale. Approfitto dell’occasione per ringraziare i circa 50 Comuni della provincia di Roma e le associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori che si sono schierate con noi – in maniera ufficiale nel giudizio di fronte a Tar e Consiglio di Stato – per difendere i diritti dei cittadini".

NON IN TUTTE LE TRATTE – Per il Consiglio di Stato la decisione del Tar del Lazio circa lo stop dell’aumento dei pedaggi autostradali non è da estendere a tutto il territorio nazionale.
Secondo la IV sezione del Consiglio di Stato l’ordinanza con la quale il Tar del Lazio il 29 luglio scorso ha bloccato l’aumento dei pedaggi autostradali "deve essere interpretata nel senso di riferirsi non all’intero territorio nazionale, ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti". Il ricorso al Tar Lazio era stato presentato dalla Provincia di Roma, da quelle di Pescara e di Rieti e da alcuni comuni dell’hinterland romano.

IL CODACONS – Il Codacons, che assieme alla Provincia di Roma aveva presentato ricorso al Tar del Lazio, chiede ora la restituzione delle somme pagate dagli automobilisti nel periodo in cui è stato in vigore l’aumento.
Il Consiglio di Stato, presieduto da Paolo Numerico, spiega una nota dell’associazione dei consumatori, "da ragione al Codacons – che assieme alla Provincia di Roma aveva presentato ricorso al Tar del Lazio – e conferma lo stop agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas decisi con la manovra economica, scattati lo scorso primo luglio".

"È evidente come ora le maggiori somme pagate ai caselli debbano essere restituite agli automobilisti, altrimenti si configurerebbero veri e propri reati a danno degli utenti – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Il Governo deve studiare dei meccanismi di rimborso automatico in favore di quei cittadini che, utilizzando le infrastrutture stradali, hanno subito ingiusti incrementi tariffari, ritenuti illegittimi sia dal Tar che dal Consiglio di Stato. Se ciò non avverrà, siamo pronti ad intentare una class action in favore degli automobilisti".

"Qualora poi, come si vocifera in ambienti bene informati, il Governo decidesse di fare il furbo e di aggirare le disposizioni dei Tribunali mediante un apposito decreto legge – conclude Rienzi – non esiteremo non solo a far annullare il decreto dalla Corte Costituzionale, ma immediatamente denunceremo alla Procura della Repubblica i ministri che voteranno a favore del decreto legge in Consiglio dei Ministri, per truffa aggravata e Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità".

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