4 Agosto 2010

Pedaggi, nuovo stop agli aumenti

 
ROMARegna l’ incertezza sul pagamento degli aumenti dei pedaggi autostradali. Dopo che il 29 luglio scorso il Tar del Lazio ha sospeso il decreto che stabilisce gli incrementi a favore dell’ Anas, ieri il Consiglio di Stato ha, in sostanza, confermato la decisione dei giudici di primo grado. Respingendo il ricorso della presidenza del Consiglio e dell’ Anas, ha fissato al 31 agosto la discussione nel merito. Ma intanto nessuna comunicazione è stata ancora fatta alle concessionarie, che incassano gli aumenti per suo conto. Insorgono i consumatori secondo cui da ieri gli aumenti sono illegittimi (Codacons e il capogruppo dell’ Italia dei Valori in commissione Finanze, Elio Lannutti) e invitano a conservare le ricevute di pagamento per ottenere il rimborso (Adiconsum). Su cui, verosimilmente, starà ragionando l’ Anas. Il Pd è, invece, pronto a denunciare l’ Anas alla procura della Repubblica per «appropriazione indebita e truffa se non verranno annullati gli aumenti dei pedaggi nel Lazio», sostiene il capogruppo alla Regione Lazio Esterino Montino. Una omissione forse dovuta alla mancata notifica ufficiale dell’ ultimo provvedimento, perché una volta consegnato impone l’ applicazione della decisione dei giudici entro 24 ore. Anche la presidente della Regione Lazio Renata Polverini (che pur non avendo fatto ricorso giudica gli aumenti ingiusti) e il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, chiedono all’ Anas di applicare le decisioni della magistratura amministrativa. Il Consiglio di Stato ha ritenuto di non dover intervenire d’ urgenza sullo stop agli aumenti deciso dal Tar, contro cui avevano fatto ricorso la presidenza del Consiglio dei ministri e l’ Anas. E ha, quindi, confermato le ragioni della Provincia di Roma (per il presidente Nicola Zingaretti è «un’ altra vittoria per tutti i cittadini), di Rieti e Pescara e di una quarantina di Comuni che avevano avviato la procedura. Gli automobilisti, però, continuano a pagare da uno a due euro in più (a seconda della classe di pedaggio) ai caselli che si interconnettono con le autostrade e i raccordi in gestione diretta Anas. Che prevede (ma dipende dal numero di transiti) di incassare 83 milioni nel secondo semestre di quest’ anno. Somma che verrebbe scalata dai 267 milioni dovuti dallo Stato per il 2010 per la manutenzione delle strade. Per il 2011 la previsione è di 200 milioni di introiti dagli incrementi dei pedaggi.

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