Pedaggi/ Esposto Codacons a Commissione Ue su aumenti
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fonte:
- TM News
Il Codacons ha presentato oggi un esposto alla Commissione Europea in merito agli aumenti delle tariffe autostradali scattati ieri in Italia, e introdotti dalla manovra anti-crisi del Governo. "Il chiaro scopo di tali incrementi tariffari è quello di sgravare lo Stato dal mantenimento dell’ Anas, che dovrà autofinanziarsi agendo direttamente con l’ aumento del costo dei pedaggi e, dunque, a tutto sfavore degli automobilisti", scrive l’ associazione nell’ esposto. Come noto, sottolinea il Codacons, le società concessionarie autostradali sono assoggettate al versamento allo Stato e all’ Anas di un canone di concessione calcolato sui proventi netti da pedaggio di competenza delle stesse. "A regime dal 1° gennaio 2011 le integrazioni del canone decise dal Governo renderanno ad Anas complessivamente circa 800 milioni di euro. Tutto ciò porterà alla paradossale situazione per la quale un cittadino che utilizza ad esempio l’ autostrada Roma-Milano finanzierà obbligatoriamente col pedaggio i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria; ciò in chiaro contrasto con quanto previsto dalla Normativa europea in base alla quale paga chi usufruisce dell’ arteria", rileva l’ associazione. "L’ aumento dei pedaggi – scrive ancora il Codacons – potrebbe configurare addirittura un aiuto di Stato in favore dell’ Anas, pratica vietata dalla Comunità europea, che con tale definizione intende tutti i finanziamenti a favore di imprese o produzioni, sia provenienti direttamente dallo Stato, inteso in senso ampio, sia da altri soggetti quali le imprese pubbliche, intese come quelle imprese nei confronti delle quali i poteri pubblici possono esercitare, direttamente o indirettamente, un’ influenza dominante per ragioni di proprietà, di partecipazione finanziaria o della normativa che le disciplina". Per tali motivi il Codacons "chiede alla Commissione Europea di aprire una inchiesta per valutare i profili di illegalità connessi agli incrementi dei pedaggi autostradali, e di verificare se gli introiti incassati negli ultimi 5 anni dall’ Anas siano stati effettivamente utilizzati per migliorare le infrastrutture e aumentare la sicurezza stradale". "Invitiamo gli automobilisti a conservare le ricevute dei pedaggi pagati ai caselli – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – ai fini di una futura class action che potrà essere intentata per ottenere la restituzione delle maggiori somme pagate".
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