Pedaggi e ritardi, ecco cosa si può fare
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fonte:
- Corriere della Sera
Non esiste il «diritto a non pagare» ma resta la facoltà di chiedere risarcimenti
MILANO – Quando un automobilista impiega sei ore per percorrere 300 chilometri ha diritto o no a non pagare il pedaggio? Quando, a causa del gran numero di auto in viaggio, magari con la complicità del maltempo, impiega il doppio del tempo per arrivare a destinazione, può sentirsi autorizzato o no a tirar dritto davanti al casello? «Assolutamente no» taglia corto Alessandro Miano, del Movimento consumatori. La questione, tuttavia, è piuttosto controversa e le risposte delle associazioni che tutelano gli utenti non sono concordi. Nelle cronache giudiziarie bisogna andare indietro alla fine del 1993 per trovare il caso di un avvocato assolto per essersi rifiutato di pagare il pedaggio alla Milano Serravalle, due anni prima, dopo aver impiegato 9 ore da Varazze a Milano: «Disservizio inaccettabile» aveva detto il giudice. In dieci anni, però, la giurisprudenza non si è più aggiornata. E, del resto, manca una normativa specifica. «Bisogna distinguere la richiesta di risarcimento danni da quella di non pagare il pedaggio – spiega l?avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons -: alla prima si ha diritto se il ritardo è determinato dalla società di gestione che ha omesso un?informazione su un ingorgo o un cantiere. Ma quando la causa è di forza maggiore, come un temporale o un incidente, allora non sussiste il diritto al risarcimento. In questo caso, però, un automobilista può rifiutarsi di pagare perché non ha ricevuto il servizio pattuito: si aspettava di fare un trasferimento veloce e non è stato così». Vale anche se il disservizio non è imputabile al gestore? «Sì. Lo prevede l?articolo 1460 del Codice civile: quando una delle parti adempie parzialmente a una delle sue obbligazioni, l?altra può chiedere una riduzione di prezzo. Dunque, in pratica, io al casello non pago. Poi, quando mi arriva a casa l?ingiunzione di pagamento, mi rivolgo al giudice di pace per chiedere una riduzione del pedaggio».
Non è d?accordo Paolo Martinello, presidente del Comitato consumatori Altroconsumo. «La riduzione del pedaggio è poca cosa rispetto a quel che potrebbe essere il risarcimento – dice -. Appurato che un diritto vero e proprio a non pagare il pedaggio non esiste, perché non è previsto nella carta dei servizi, nei casi di particolare gravità posso ipotizzare il diritto al risarcimento. Che nascerebbe dal fatto che l?informazione del gestore non è stata corretta. Avrebbe dovuto dire ai viaggiatori: “Non entrate in autostrada“».
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