1 Luglio 2010

“Pedaggi, colpo mortale alle imprese”

«E´ così che Alemanno ed il governo vogliono aiutare la piccola e media impresa?». Franco Calvani, direttore del Polo tecnologico al Tiburtino, è furibondo. Il nuovo pedaggio sul Gra che scatta da oggi si abbatte sulle 80 aziende e i 1200 pendolari della cittadella imprenditoriale come una catastrofe. Le sortite del sindaco Gianni Alemanno («Non c´è alcun pedaggio sul Gra. Se qualcuno mette qualcosa sul raccordo per far pagare il pedaggio, vado io con la macchina e la sfondo»), non tranquillizzano nessuno. «E´ inutile dire che il Gra rimane senza pedaggio – spiega Calvani – Se si chiedono un euro in più alle auto e 2 euro in più ai mezzi pesanti che entrano e escono dal raccordo passando per i nove caselli autostradali, di fatto si mette un balzello sul Gra. Prendiamo per esempio le imprese del Tecnopolo Tiburtino. I lavoratori arrivano dal Gra e percorrono per un paio di chilometri la A24. Basta questo per obbligarli alla odiosa tassa in entrata e in uscita». «Alla fine gli aumenti ai caselli peseranno sul consumatore perché appesantiranno i costi di gestione – denuncia Giuseppe Biscari, presidente del Cargest, il Centro agroalimentare di Roma, a due chilometri e mezzo dal Gra, sulla A24 – Qui arrivano ogni giorno 10 mila persone, dai 2.500 ai 3.500 mezzi pesanti di fornitori, acquirenti, produttori, grossisti, che per percorrere soltanto due chilometri lungo la A24 dovranno pagare 4 euro in più al giorno». Tutta Roma si rivolta contro i nuovi pedaggi: un fronte unico che mette insieme imprese, commercianti, sindacati, consumatori e politici di opposti schieramenti. Cgil, Cisl e Uil hanno inviato una lettera al sindaco Alemanno, al presidente della Regione Polverini e al presidente della Provincia di Roma, Zingaretti perché chiedano al governo di ritirare il pedaggio sul Gra. «E´ l´ennesima punizione leghista sulla città – dichiarano Claudio Di Berardino, Cgil, Franco Simeoni, Cisl Lazio, Mario Bertone, Cisl Roma, e Luigi Scardaone, Uil – Un nuovo, inaccettabile salasso ai danni delle famiglie meno abbienti». «Continua l´aggressione alla capitale d´Italia», dice il presidente di Confcommercio di Roma e Lazio Cesare Pambianchi. «Una scelta scellerata», per il presidente Confesercenti Valter Giammaria. Il Codacons impugnerà il provvedimento al Tar, mentre il Codici si rivolgerà all´Antitrust europeo perché dichiari illegittimi gli aumenti. «Roma continua a prendere schiaffi dal governo nazionale», dichiara il capogruppo del Pd in Campidoglio Umberto Marroni. «La rottura dell´unità nazionale non passa solo attraverso le minacce di secessione della Padania, ma anche dall´imposizione delle tariffe stradali e autostradali discriminatorie nei confronti dei pendolari», accusa il senatore Pd Luigi Zanda. «Pedaggio inaccettabile», anche per Teodoro Buontempo, assessore regionale alla Tutela del consumatore.
 

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