3 Luglio 2010

PEDAGGI: CODACONS INVIA ESPOSTO A UE; SI VALUTA CLASS ACTION

           
            (ANSA) – ROMA, 3 LUG – Il Codacons ha presentato oggi un
esposto alla Commissione Europea sugli aumenti della tariffe
autostradali scattati ieri in Italia, e introdotti dalla manovra
anti-crisi del Governo e minaccia di presentare una Class
Action. "Invitiamo gli automobilisti a conservare le ricevute
dei pedaggi pagati ai caselli – afferma il Presidente Codacons,
Carlo Rienzi – ai fini di una futura class action che potrà
essere intentata per ottenere la restituzione delle maggiori
somme pagate".
   Per ora è stato presentato l’esposto alla Commissione
Europea. "Il chiaro scopo di tali incrementi tariffari è
quello di alleggerire lo Stato dal mantenimento dell’Anas, che
dovrà autofinanziarsi agendo direttamente con l’aumento del
costo dei pedaggi e, dunque, a tutto sfavore degli
automobilisti" per pagare la costruzione della Salerno-Reggio
Calabria, scrive l’associazione nell’esposto nel quale si
ricorda che il Parlamento e il Consiglio UE sono giunti nel 2006
a un compromesso con l’obiettivo di armonizzare i sistemi di
calcolo dei pedaggi, basati sul principio "chi usa paga",
applicabile per l’utilizzo di un’infrastruttura stradale.
   "L’aumento dei pedaggi – scrive inoltre il Codacons –
potrebbe configurare addirittura un aiuto di Stato in favore
dell’Anas, pratica vietata dalla Comunità europea, che con tale
definizione intende tutti i finanziamenti a favore di imprese o
produzioni, sia provenienti direttamente dallo Stato, inteso in
senso ampio, sia da altri soggetti quali le imprese pubbliche,
intese come quelle imprese nei confronti delle quali i poteri
pubblici possono esercitare, direttamente o indirettamente,
un’influenza dominante per ragioni di proprietà, di
partecipazione finanziaria o della normativa che le
disciplina".
   Per questi motivi il Codacons chiede alla Commissione Europea
di aprire una inchiesta per "valutare i profili di illegalità
connessi agli incrementi dei pedaggi autostradali, e di
verificare se gli introiti incassati negli ultimi 5 anni
dall’Anas siano stati effettivamente utilizzati per migliorare
le infrastrutture e aumentare la sicurezza stradale".(ANSA).

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