30 Giugno 2010

Pedaggi autostrade, ricorso al Tar

 
Due consiglieri provinciali: «Un paradosso, condizioni di A20 e A18 pietose»  
 

Il Codacons ricorrerà al Tribunale amministrativo regionale per impugnare gli aumenti dei pedaggi delle autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo. Ad annunciarlo è stato ieri il segretario nazionale dell’associazione di consumatori, Francesco Tanasi, che definisce il rincaro «una vera e propria follia».
«Sono gli automobilisti a dover essere pagati quando percorrono queste autostrade – aggiunge Tanasi – viste le condizioni non conformi alle norme di sicurezza. In attesa degli improcrastinabili interventi di manutenzione che garantiscano la sicurezza degli automobilisti, chiediamo la sospensione del pagamento del pedaggio e la chiusura dei tratti autostradali a rischio delle autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo».
Il rincaro dei pedaggi deciso dal Consorzio autostrade con nuove tariffe in vigore dal primo luglio ha scatenato aspre reazioni politiche: i tratti messinesi della A20 e soprattutto della A18, che collega i capoluoghi peloritano ed etneo, versano perloppiù in condizioni pietose malgrado siano stati approntati interventi tampone negli ultimi tre mesi nel contesto di un più ampio programma di manutenzione straordinaria. Asfalto dissestato in più punti, standard di sicurezza del tutto insufficienti, gallerie dalle cui volte viene giù acqua, poco illuminate e con il manto sconnesso, un vero e proprio percorso di guerra reso ancor più accidentato dagli effetti del dissesto idrogeologico sulle carreggiate.
Al di là del Codacons, che muoverà passi per via giudiziaria, polemiche si registrano anche alla Provincia. Due consiglieri, Antonio Muscarello e Massimiliano Branca, hanno chiesto al presidente Nanni Ricevuto di convocare vertici del Consorzio autostrade, ovvero il commissario Zapparrata, e dirigenti dell’Anas per rassegnare una protesta formale.
«Il governo nazionale», ha ieri detto in aula Muscarello, «dimostra una volta di più la sua ambiguità politica. Abusando dello strumento della decretazione d’urgenza, infatti, decide l’aumento dei pedaggi autostradali mentre in tv e sui giornali suoi esponenti affermano che non saranno incrementate le tasse. Questo è inaccettabile», prosegue Muscarello, «innazitutto perché il livello di sicurezza di A18 e A20 è certamente al di sotto della media nazionale. Inoltre», rincara la dose l’esponente Udc, «il territorio della provincia di Messina da anni ormai aspetta la realizzazione», lungo la dorsale ionica, «degli svincoli di Alì Terme e Santa Teresa di Riva, ma ad oggi nulla si sa sull’iter relativo alla progettazione definitiva delle opere, meno che mai sui tempi di realizzazione delle due infrastrutture».
Nei mesi scorsi il Consiglio di Palazzo dei leoni si era già espresso, votando una mozione all’unanimità, chiedendo la mesa in sicurezza totale delle autostrade e la provocatoria abolizione del pedaggio. «Dopo la tragica alluvione di ottobre» che è costata 38 vite a Giampilieri e Scaletta, rileva il consigliere Muscarello, «il Consorzio autostrade aveva promesso la realizzazione di vie di fuga sui territori di Scaletta e Itala, ma a quell’impegno non sono seguiti i fatti».
Muscarello chiede al presidente Ricevuto di incontrare i vertici di Cas e Anas, non solo per discutere dell’aumento dei pedaggi ma anche delle opere programmate, «diversamente», ammonisce, «valuteremo con gli altri consiglieri provinciali quali eclatanti iniziative di protesta attuare, ritenendo vergognosa questa vicenda».
Sulla medesima lunghezza d’onda il consigliere Massimiliano Branca, che chiede ai colleghi di manifestare davanti alla sede messinese del Cas: «Davanti alle condizioni penose del manto stradale», tuona, «ai morti che queste autostrade provocano, alla mancanza perfino di guardrail, l’aumento del pedaggio suono come una beffa».

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