Pecoraro: “Si rischia una tassa Mucca pazza”
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fonte:
- la Repubblica
TORINO – La Procura di Torino indaga sul boom dei prezzi delle carni “alternative” a quelle bovine. Il nuovo fascicolo è un “atto dovuto”, dopo la denuncia presentata ieri dal Codacons all’ufficio del procuratore Raffaele Guariniello e a quelle degli altri capoluoghi italiani. L’associazione, come già Federconsumatori, denuncia aumenti indiscriminati delle carni bianche “dal 30 al 50%”. Ipotizza i reati di estorsione e aggiotaggio per “produttori, allevatori, distributori e commercianti di carni ovine, suine, equine, pollame e prodotti della pesca”. E chiede la revoca della licenza per quanti speculano sulla crisi della carne bovina. Un’emergenza che – come ha minacciato ieri alle Regioni il ministro Pecoraro Scanio – potrebbe addirittura portare agli italiani una nuova tassa: l’ “addizionale mucca pazza”. Dal ministero delle Finanze arriva solo un “no comment”.
Gli allevatori di polli sono i primi a reagire alle accuse.
“Il prezzo del pollo – ribatte il direttore dell’Unione nazionale avicoltura, Rita Pasquarelli – rispetto a novembre è aumentato solo del 23,6%. Un incremento imputabile alla legge della domanda e dell’offerta”. Pasquarelli replica anche al presidente dell’Agripiemonte Carni, che intravede lo zampino di qualche produttore avicolo nella “campagna anti-bovina”: “È assurdo solo poterlo pensare: di fronte al fenomeno Bse siamo sempre stati prudenti e solidali con il comparto bovino. Non è vero, poi, che in Italia i polli stanno per finire. Il settore avicolo italiano da sempre copre interamente la domanda interna ed estera”. Resta da capire il perché dei prezzi alle stelle. Ma da ieri se ne occupa anche la magistratura.
In ogni caso, i rincari dovrebbero estinguersi nel giro di un paio di mesi. Lo prevede l’Osservatorio prezzi e mercati dell’Indis-Unioncamere: “Nell’ultimo trimestre – rivela l’Osservatorio – i prezzi alla produzione delle carni bovine sono diminuiti tra l’ 1,3% del vitello ed il 4,4% del bovino adulto. Al contrario la carne di suino è cresciuta del 15,3% (+31,4% il “tendenziale” di gennaio), il pollo fresco del 23,3% (+14,3% a gennaio), il tonno all’ olio d’oliva del 3,4% (+6,8% a gennaio)”.
Ma le anticipazioni dell’Unioncamere sul prossimo bimestre febbraio-marzo 2001 sono più incoraggianti: le quantità di carni alternative immesse sui mercati possano rapidamente adeguarsi alla maggiore richiesta. Si prevedono flessioni del 6,5% per i suini e del 7,1% per i polli. Poi ci sono i prezzi al consumo, che oggi risentono di due ordini di fattori: “In dicembre, la rinnovata vivacità della domanda dovuta al miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie: risultato, un aumento dei prezzi per gli alimentari dello 0,6%. In gennaio, l’effetto Bse con l’aumento della domanda di carni alternative: risultato, un ulteriore innalzamento dello 0,7%”.
Intanto i Verdi tracciano il bilancio dei blitz dei Nas negli ultimi 2 mesi e mezzo: sequestri per 15 miliardi di lire dal 13 novembre 2000 al 25 gennaio 2001. E poi:2.474 ispezioni nelle macellerie, 8 mila chili di carne bovina sequestrata, ispezioni in 1.375 allevamenti, 224 macelli, 2474 macellerie, 427 mangimifici.
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