9 Dicembre 2012

Pd, rebus sulla data delle primarie

Pd, rebus sulla data delle primarie

ROMA – Il voto delle Regionali il 3 febbraio ha creato un bel puzzle per il Pd romano, alle prese con l’ indicazione del candidato sindaco da opporre a Gianni Alemanno. E a risolverlo potrebbe essere lo stesso Bersani, che tra lunedì e martedì, a quanto pare, potrebbe incontrare il leader regionale Enrico Gasbarra, su cui è in corso da tempo un vero e proprio pressing. Il nodo? Le primarie, la cui data è sempre più incerta, “incastrate” come sono tra il voto per la Pisana e quello, ipotetico ma non improbabile, dell’ election day il 10 marzo. La data già prevista, il 20 gennaio, viene considerata troppo a ridosso delle urne per la Regione. Anticipare al 13? Ma se in Regione si vota il 3 febbraio, si ragiona, tutto l’ iter procedurale va chiuso entro il 2 gennaio: si arriverebbe in affanno. Rimandare a dopo le Regionali però sarebbe tardi, se si voterà a marzo. A Gasbarra potrebbe essere richiesto un passo avanti che però, impegnato com’ è alla guida del partito regionale, non sarebbe affatto intenzionato a compiere. L’ altro nome che gira è quello di Ignazio Marino, autorevole e gradito alle sinistre, ma dal profilo meno “amministrativo”. Rinunciare alle primarie però è un rischio troppo alto: per il Pd e i suoi alleati potrebbe essere un grave boomerang d’ immagine. E poi ci sono candidati già in campo (come i bersaniani Sassoli e Marroni o i renziani Gentiloni e Prestipino). I sondaggi che circolano tra i dirigenti non semplificano il quadro: alcuni vedrebbero Alemanno in vantaggio, altri registrerebbero una vittoriapiù ampia con Sassoli rispetto al segretario regionale. Per Marroni sono “irrinunciabili”: lui è per mantenere la data del 20 gennaio, «sarebbero un volano di mobilitazione» per il candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti. In Regione chi naviga a vista è invece il Pdl, ancora senza un nome. Domani con ogni probabilità scenderà in campo il leader de La Destra Francesco Storace, chepunta a far convergere su di sè l’ intera coalizione. Ma il Pdl resta convinto di poter esprimere un proprio candidato: perchè un partito grande, il ragionamento che circola, dovrebbe appoggiare l’ esponente di un partito piccolo? Sarebbero in corso sondaggi su vari nomi “civici” come il magistrato Simonetta Matone e il direttore de “Il Tempo” Mario Sechi. I politicipapabili sono invece l’ ex ministro Nitto Palma el’ eurodeputata Roberta Angelilli. E Renata Polverini? Per ora attende. «E’ una cosa complessa – afferma – c’ è un dibattito in corso, vedremo». I l nome dovrebbe uscire entro Natale, se non interverranno altre sorprese. Diritti e libertà e Verdi, infatti, incalzano la Regione affinchè metta a disposizione la modulistica agitando lo spettro dell’ annullamento delle urne. E il Codacons lunedì presenterà istanza al Tar per unificare a marzo anche il voto del Lazio.

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