10 Gennaio 2017

Pazienti curati per terra a Nola, De Luca chiede la testa dei medici

Pazienti curati per terra a Nola, De Luca chiede la testa dei medici

sospesi due responsabili del reparto e il direttore sanitario che difende l’ operato del personale: «costretti a fare così»
Continuano le indagini interne e quelle disposte dal Ministero per accertare quanto accaduto all’ ospedale “Santa Maria della pietà” di Nola (Napoli), dopo una segnalazione su Facebook, con fotografie e video, di pazienti stesi e curati sul pavimento per la mancanza di barelle e posti letto. Ieri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha disposto un’ ispezione da parte dei carabinieri del Nas poco prima che il direttore sanitario, Andrea De Stefano, il responsabile del Pronto soccorso, Andrea Manzi, e quello della Medicina d’ urgenza, Felice Avella, fossero sospesi dal servizio in attesa dell’ esito delle indagini. Della vicenda si è occupato anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ieri ha convocato tutti i direttori delle Asl e ha chiesto di avviare immediatamente le procedure di licenziamento dei responsabili di reparto e ospedale. «L’ eccezionale sovraffollamento con l’ afflusso di 500 pazienti in una sola notte in un ospedale che dispone di 100 posti e le giornate festive che hanno di fatto sospeso le prestazioni dei medici di medicina generale da giovedì 5 gennaio oltre a problemi tecnici agli impianti idrici hanno determinato una situazione di straordinaria emergenza che non giustifica tuttavia la inaccettabile e vergognosa situazione della quale peraltro nessuno è stato tempestivamente informato» ha spiegato la Regione. Per il resto, si chiarisce che il 90% di chi si è rivolto al Pronto soccorso è stato dimesso «a conferma del fatto che ci si è rivolti alla struttura ospedaliera anche per problemi di ridotto rilievo medico». Come esempio, si chiarisce che al Pronto soccorso dell’ ospedale pediatrico “Santobono” di Napoli, dall’ 1 gennaio, su 2.019 accessi, solo 154 hanno richiesto un ricovero. E mentre il Codacons chiede la «chiusura immediata dell’ ospedale di Nola» e auspica un intervento della magistratura, e un’ altra associazione, “Noiconsumatori.it”, annuncia un esposto in Procura e una class action per risarcimento danni, il direttore sanitario dell’ ospedale, Andrea De Stefano, ha difeso le scelte del personale: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al Pronto soccorso, e sabato ne abbiamo chieste due alle ambulanze. Un paziente era in arresto cardiaco. Cosa dovevamo fare, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita». Quanto a foto e video diffuse sui social, De Stefano ha chiarito che «non hanno dato una bella immagine dell’ ospedale, ma era l’ unica soluzione per far fronte all’ emergenza. L’ altra persona ritratta a terra era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito. Trenta pazienti su 265 sono stati ricoverati e due trasferiti ad altre strutture».
 
 

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