11 Novembre 2018

Paziente in coma sommersa dalle formiche

LUCIA ESPOSITO Una donna è distesa nel letto di un ospedale sommersa dalle formiche. È intubata perché è in coma vigile dopo un ictus: questo rende tutto ancora più inaccettabile, scandaloso, ributtante e indegno di un paese civile. Sembrano immagini da terzo mondo ma succede al San Giovanni Bosco di Napoli, reparto di terapia intensiva. Gli insetti spuntano dalle lenzuola, si arrampicano veloci sulle braccia della donna. Le formiche sono tantissime, sbucano anche dalla schiena, si infilano nella camicia da notte a fiorellini rosa, avanzano sulla cannula che serve a trasportare l’ ossigeno. In terapia intensiva la lotta tra la vita e la morte non è un modo di dire ma si sente nei “beep beep” delle macchine e si vede dalle linee che il respiro traccia sui monitor. Qui i pazienti dovrebbero essere controllati costantemente, e tutto dovrebbe essere disinfettato ed asettico perché anche un solo batterio può essere fatale. Invece al San Giovanni Bosco centinaia di insetti hanno conquistato il letto di un’ ammalata. Sono foto e video che non si possono guardare fino alla fine senza provare compassione per la donna e vergogna per i responsabili. Verrebbe voglia di prendere la signora e portarla via da questo letto per restituirle la dignità di donna, il diritto ad essere curata nel rispetto delle sue condizioni di inferma. Lei non è sensibile a quello scempio sul suo corpo. Non può parlare. Noi invece vorremmo parlare con i responsabili di tutto questo. Con chi ha lasciato che le formiche dilagassero sul materasso e si impadronissero di ogni centimetro di pelle della paziente. Con chi ha visto i primi insetti e ha taciuto. LE CREPE NEL MURO A denunciare l’ ultimo caso di malasanità napoletana è stato l’ attivissimo consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli. Le agenzie di stampa battono le innumerevoli dichiarazioni di condanna dei politici, il Codacons presenta un esposto in Procura, il ministro della Salute Giulia Grillo manda i carabinieri dei Nas. Pare che i militari abbiano individuato una crepa nel muro, proprio accanto al lettino: la prima ipotesi è che gli insetti possano essere spuntati dalle pareti. Il direttore sanitario, Giuseppe Matarazzo, ha detto: «Ho già provveduto alla chiusura della stanza e alla bonifica dell’ area. La paziente è stata trasferita in un’ altra stanza». Il dottor Matarazzo ci scusi, ma quel “già” infilato nella frase ha il sapore di una beffa ed è uno schiaffo davanti all’ invasione disgustosa. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha spedito gli ispettori dell’ Asl e ha chiesto di sospendere in via cautelare i medici e gli infermieri responsabili di omessa sorveglianza o imperizia. De Luca, che in campagna elettorale aveva promesso una sanità migliore e giurato che la Campania non sarebbe più stata ultima nelle classifiche nazionali. «Da “Mai più Ultimi” a “Ti porto in Africa”, De Luca sta portando a termine la sua missione: trasformare la sanità campana in una sanità da terzo mondo, senza rispetto per medici e pazienti. E nella prossima campagna elettorale dovrà cambiare lo slogan», ha detto Carmela Rescigno, responsabile nazionale del Dipartimento Sanità di Fratelli di Italia. Valeria Ciarambino, consigliere regionale campano del Movimento 5 Stelle non ha dubbi: «Una vicenda vergognosa che, assieme a decine di altre denunciate in questi tre anni e mezzo di consiliatura De Luca, ha un solo responsabile, ovvero il governatore della Campania. Un uomo il cui peccato originale è stato quello di stravolgere i criteri di nomina dei direttori generali, ascrivendole alla sua totale discrezione, per poi arricchirli aumentando con un colpo di mano le loro indennità a Ferragosto». IL PRECEDENTE Poco più di un anno fa, era il mese di giugno del 2017, un’ altra paziente ricoverata in un altro ospedale napoletano, il San Paolo, era stata invasa dalle formiche. E il ministro della Salute, che era Beatrice Lorenzin, mandò i carabinieri dei Nas, anche allora fu presentato un esposto in Procura. De Luca disse: «La sanità della Campania è un disastro e stiamo lavorando all’ ultimo respiro per riqualificare una sanità che ha delle eccellenze ma è stata per tanti decenni al servizio della politica politicante, inquinata da camorristi, da affaristi di ogni tipo». Un anno dopo, eccoci qui. A guardare sconvolti altre foto raccapriccianti. A scrivere di un’ altra donna sommersa dalle formiche in un altro ospedale. Scorrere all’ indietro le cronache della malasanità è un viaggio tra scarafaggi e topi nelle corsie, infiltrazioni e crepe nelle stanze dei reparti, ammalati su barelle parcheggiate in corridoi oppure, come è successo a Nola, pazienti distesi a terra per mancanza di posti letto. La protagonista di questa assurda vicenda è una srilankese arrivata a Napoli per far visita alla che lavora a Posillipo. Sarebbe dovuta ripartire a fine ottobre ma si è sentita male. È passata di ospedale in ospedale fino ad approdare nel letto diventato un formicaio. I parenti hanno diffuso il video ma non vogliono presentare denuncia. Vogliono andar via il prima possibile da Napoli e portare la donna in Sri Lanka. Per curarla in un ospedale di Colombo. riproduzione riservata.

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