8 Marzo 2007

Pavia,morto 19enne in coma. Espiantati gli organi tranne il cuore

Paolo Acerbi, lo studente diciannovenne di Vigevano finito in coma durante un intervento di rinoplastica estetica, è morto nel pomeriggio dopo quattro giorni di agonia. Era in stato di coma profondo da sabato scorso, quando il cuore si era fermato per 40 minuti nel corso dell`intervento in anestesia locale. Nella mattinata era stata dichiarata la morte cerebrale. I suoi organi, tranne il curoe sono stati donati ed espiantati. Dopo l`ultimo straziante abbraccio dei familiari, il corpo è stato preparato per l`espianto di tutti gli organi che potrebbero essere utilizzati in collaborazione con il centro trapianti del Nord Italia. Tutti gli organi ad eccezione del cuore, per il quale la magistratura ha posto il blocco. L`esame del cuore servirà a chiarire le cause del decesso. Gli organi prelevati salveranno altre vite umane. La vita di Paolo, invece, ormai era appesa a un filo da sabato mattina, da quando il ragazzo di Vigevano aveva varcato la soglia di un centro medico del Pavese sperando di uscirne con un naso nuovo. Durante l`intervento, un`operazione di routine da eseguire in anestesia locale, il cuore si era fermato. Per cause che solo l`inchiesta potrà chiarire. Prima dell`operazione erano stati fatti tutti gli accertamenti medici necessari. Però a rinoplastica quasi ultimata, i medici che gli stavano attorno nel Centro medico Polispecialistico di Tramacò Siccomario (un chirurgo, un anestesista e un rianimatore) avevano dovuto affrontare quell`emergenza imprevista. Avevano fatto il possibile. Loro, come i sanitari del 118 arrivati subito, e che hanno rimesso in moto, dopo 40 minuti di manovre e massaggi, il cuore di Paolo. Ma le sue condizioni al Policlinico San Matteo sono subito apparse disperate. E la diagnosi senza speranza: coma profondo per la lunga sofferenza del cervello rimasto per troppo tempo senza ossigeno. Disperati, i genitori, la sorella maggiore, che vivono in un palazzo a ridosso del centro storico di Vigevano, hanno quasi subito dato l`assenso al prelievo degli organi. “Paolo avrebbe voluto così – hanno detto – era un ragazzo tanto generoso“. Secondogenito di una maestra elementare e di un meccanico, Paolo era stato cresciuto tra tanto amore e attenzione. “Il nonno stravedeva per lui – ha raccontato una vicina -. Si era occupato del nipote quando i genitori lavoravano e lo chiamava ancora il mio bambino anche quando il ragazzo aveva già 17 anni“. Biondo, occhi chiari, l`atteggiamento gentile ed educato, studente all`ultimo anno di un istituto tecnico, Paolo aveva un unico cruccio, il naso che gli sembrava troppo grande. Un naso come quello di sua madre e sua sorella. Nessuno ci faceva caso, così come nessuno, pare, lo aveva mai preso in giro. Ma lui de ne era fatto un problema. Così aveva messo in croce i genitori che alla fine lo avevano assecondato nella ricerca del chirurgo. Uno specialista che ogni tanto si avvale degli ambulatori messi a disposizione del Centro Medico Polispecialistico di Travacò Siccomario, alle porte di Pavia, dove è avvenuta la disgrazia. Sulle cause è in corso una inchiesta della magistratura. Intanto, le polemiche non si spengono, soprattutto quelle relative all`opportunità di una normativa per regolare il settore. Il Codacons ha chiesto al ministro Livia Turco un “giro di vite sia riguardo alle strutture abilitate sia rispetto alle modalità di intervento“.

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