10 Aprile 2016

Paventato il rischio arsenico nell’ acqua potabile

Paventato il rischio arsenico nell’ acqua potabile

Rosario Stanizzi SELLIA MARINA È una polemica infinita quella che riguarda la presenza di arsenico nell’ acqua potabile di alcuni quartieri di Sellia Marina. Un tema particolarmente delicato che registra una nuova puntata nella lunga querelle che ha coinvolto l’ amministrazione comunale, le forze politiche e sociali della cittadina, ma anche enti ed istituzioni coinvolte. In quest’ ultimo caso, infatti, la nuova puntata riguarda direttamente gli enti coinvolti. L’ associazione “Insieme per Ruggero” ha reso noto la lettera con cui il Dipartimento di prevenzione dell’ Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro ufficializza una rilevante mancata comunicazione. Nonostante i tanti interventi sulla presenza dell’ arsenico nell’ acqua, secondo quanto afferma l’ Unità operativa igiene, alimenti e nutrizione dell’ Asp, la Sorical non ha mai rilasciato la certificazione di idoneità d’ uso dell’ acqua del pozzo Uria, al centro della vicenda. La lettera a firma del direttore dell’ Unità, Francesco Faragò, datata 6 aprile, conferma dunque una mancata risposta da parte della Sorical che si tradurrebbe con un allarme ancora in atto rispetto all’ acqua potabile, considerato che nessuna comunicazione ufficiale è stata fornita. Questo vorrebbe dire che la presenza di arsenico si starebbe protraendo da circa quattro mesi, con gravi rischi per la popolazione. L’ attestazione rilasciata all’ associazione “Insieme per Ruggero” è stata richiesta ufficialmente dal sodalizio all’ Azienda sanitaria, proprio con l’ obiettivo di chiarire l’ andamento dello stato di allerta che ha portato il sindaco di Sellia Marina, Francesco Mauro, ad emettere l’ ordinanza di divieto di uso dell’ acqua. Proprio questa ordinanza è al centro delle polemiche, dal momento che al sindaco e agli uffici competenti è stata contestata la mancata pubblicità dell’ atto, mentre da parte del Comune è stato ribattuto che sono state seguite tutte le disposizioni normative. La vicenda è finita anche con provocare denunce penali, con il Codacons che ha presentato un esposto alla magistratura, al quale è seguita una controdenuncia da parte del sindaco Mauro

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