21 Settembre 2014

Paura della povertà, più risparmi

Paura della povertà, più risparmi

Renzi non ce l’ ha fatta, gli italiani rimangono pessimisti malgrado il bonus di 80 euro e si tengono sempre più stretti i loro risparmi mentre i consumi crollano. Dall’ inizio della crisi, la liquidità delle famiglie italiane è cresciuta di 234 miliardi arrivando – nel marzo di quest’ anno – a 1.209 miliardi dai 975 del 2007. A descrivere l’ effetto di questa crisi è un’ indagine del Censis che sottolinea come ormai i risparmiatori siano l’ azienda più liquida d’ Italia. Un quadro ovviamente che ha una profonda motivazione psicologica: un italiano su tre, dice la ricerca, teme di diventare povero. E solo il 30% sente di avere le spalle coperte dal sistema di welfare, mentre la percentuale sale al 58% in Spagna, 61% nel Regno Unito, 73% in Germania e 74% in Francia. Gli italiani pensano sia essenziale proteggersi in caso sopravvenga una malattia, la perdita del lavoro o semplicemente per fronteggiare le spese impreviste tenendo i soldi vicini. E sono aumentati anche i soldi accantonati con assicurazioni e fondi pensione: + 125 miliardi. Anche le polizze vita sono tornate a funzionare come salvadanaio: i premi raccolti sono aumentati da 63,4 miliardi nel 2007 a 86,8 miliardi nel 2013 (+ 21,3%). La propensione al risparmio è salita dal 7,8% al 10%, pure a fronte di una riduzione nello stesso periodo dell’ 1,2% del reddito disponibile delle famiglie e nonostante la bassa inflazione. Avere liquidità disponibile ha continuato a essere la scelta primaria di tutti gli italiani, anche di quelli che, a caccia di buoni rendimenti, sono tornati progressivamente a mettere soldi nel risparmio gestito e nelle azioni, dopo il crollo degli interessi sui titoli del debito pubblico (i Bot del 15 dicembre 2011 davano un rendimento del 5,9%, a giugno 2014 era lo 0,4%). Gli investimenti in fondi comuni hanno ricominciato a salire dal secondo trimestre 2012: + 82 miliardi al marzo 2014. Le azioni sono ripartite un anno dopo, dal secondo trimestre del 2013: + 140 miliardi al marzo 2014, con una crescita del 17% in termini reali. Si risparmia di più e si consuma di meno. Dal 2007 ogni famiglia ha ridotto mediamente gli acquisti di oltre 3.300 euro, in totale 80 miliardi. Lo sostiene il Codacons secondo il quale tra i settori più colpiti dai tagli figurano i trasporti (-23%), abbigliamento e calzature (-17%), mobili per la casa ed elettrodomestici (-12%). Si riducono anche i consumi primari con gli alimentari (- 11,5%), scesi ai livelli del 1981. Nello stesso periodo è raddoppiato il numero dei disoccupati. © riproduzione riservata.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this