Patto tra Confesercenti e associazioni per frenare gli aumenti
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fonte:
- Libertà
Patto tra Confesercenti e associazioni per frenare gli aumenti
Il prezzo è giusto? Lo potranno dire i commercianti e i consumatori insieme, uniti in un`inedita alleanza che mostrerà i suoi effetti, a partire dal prossimo ottobre, anche a Piacenza. I commercianti metteranno un ?freno?, almeno sino a fine dicembre, ai prezzi di una quarantina di generi di consumo: dai capi di abbigliamento ai principali prodotti alimentari delle marche più vendute, dal cappuccio al cornetto, dal pane alla pasta e c`è persino la pizza margherita. Ma l`iniziativa potrebbe durare più a lungo se avrà fortuna e molte adesioni. E là dove apparirà il logo ?Prezzo amico? i consumatori sapranno di trovarsi di fronte ad un prodotto che non subirà aumenti incontrollati. Il patto stretto sul piano nazionale da Confesercenti e da alcune sigle a difesa dei consumatori (Federconsumatori, Adoc, Adusbef, Codacons) ha trovato un terreno d`applicazione anche nella nostra città. L`iniziativa è stata presentata ieri dal vice-presidente della Confesercenti (a cui aderiscono 700 commercianti), Giorgio Cocchi, dal segretario Fausto Arzani, da Angela Cordani per la Federconsumatori, con Doriana Soressi e da Giovanni Beretta del Codacons. Lo scopo del progetto? Ridare fiducia ad un consumatore molto diffidente e poco incline alle spese, mettere al centro di un`azione positiva la piccola e media distribuzione, rilanciare la politica dei prezzi nell`ambito di un libero mercato che si vuole trasparente e regolato sulla legge della domanda e dell`offerta («senza situazioni di cartello, senza tasse sulle tasse come nel caso delle tariffe» dice Angela Cordani). E in tutti c`è ormai la convinzione che il ?paniere? dei trecento prodotti indicati dall`Istat per fissare l`indice dell`inflazione non sia del tutto o in parte aggiornato. Ma non tutte le categorie dei commercianti sono sulla stessa lunghezza d`onda. «Ci hanno rivolto critiche anche aspre – dice Cocchi – definendo questa nostra iniziativa troppo politicizzata o addirittura ?sovietica?, non è così». E resta aperta la speranza che altri soggetti locali si uniscano all`accordo. Un obiettivo è arrivare a stringere un patto di filiera, come a Milano. Di suo, la Federconsumatori dipinge un panorama molto problematico: non solo le rilevazioni Istat non corrispondono alla realtà di fatto, ma – dice Angela Cordani – sono da denunciare, anche sul piano locale, casi di speculazione legata all`introduzione dell`Euro con «arrotondamenti selvaggi». Ben venga un patto di filiera, senza dimenticare che gli enti locali possono esercitare un ruolo forte, per esempio sul controllo tariffario. Lo stesso afferma il Codacons. E` un mercato delle regole certe quello che ci si aspetta, dove sia valorizzata, perché no?, la produzione locale ma senza chiudersi in una visione «autarchica» rincalza la Confesercenti. Intanto parte questa iniziativa che non pone limiti di partecipazione – afferma Arzani – ma solo impone un grosso senso di responsabilità ai commercianti. Nessuna sanzione, dunque, su chi, aderendo, non si attenesse agli accordi, ma certo l`interessato non farebbe un buon affare di fronte dall`opinione pubblica.
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