31 Luglio 2019

«Patrimonio storico della comunità»

 

di SONIA RONCONI – BESANA BRIANZA – LA CASA DI RIPOSO «G.Scola» della frazione di Brugora è finita su tutti i telegiornali. I cinque assistenti sanitari denunciati per maltrattamenti e percosse sulle anziane ospiti malate e impossibilitate a parlare o a difendersi sono stati sospesi. E la direzione della Fondazione seguirà le procedure di rito per destituirli una volta per tutte dall’ incarico, l’ anticamera del licenziamento. Dalle indagini condotte dai carabinieri, coordinate dalla Procura di Monza e coadiuvate da intercettazioni ambientali e dalle immagini registrate con microspie all’ interno dell’ istituto, sono emerse vessazioni e abusi nei confronti degli anziani inermi dal dicembre 2018 al marzo scorso. Anche se gli episodi di violenza sarebbero cominciati nell’ agosto scorso, stando alla segnalazione della direttrice della struttura ai carabinieri. Le indagini sono ancora in corso. I CINQUE INDAGATI erano dipendenti della Fondazione Scola Onlus, lavoravano in via Cavour come ausiliari socio-assistenziali. Per tre di loro sembrano esserci riscontri oggettivi, mentre per gli altri due sono in atto le ultime valutazioni. I carabinieri di Seregno, su richiesta del pm del Tribunale di Monza, Cinzia Citterio, nei prossimi giorni sentiranno le testimonianze di altre operatrici sanitarie per accertare se ci sono stati ulteriori episodi di violenza e di maltrattamenti. Sconcerto non solo tra i residenti di Besana e delle frazioni ma anche dei politici locali. La Fondazione è privata, ma per statuto è il sindaco che elegge il consiglio di amministrazione. QUINDI L’ EX PRIMO cittadino Sergio Cazzaniga che ha lasciato il suo posto alle ultime elezioni al leghista Emanuele Pozzoli conosce bene la realtà. «Onestamente – spiega Cazzaniga – ho saputo delle indagini solo in campagna elettorale. L’ operazione è stata fatta, ma io non ne ero al corrente. Speravo che il risultato potesse essere negativo, poiché personalmente ho invitato alcune persone di fiducia a far parte del direttivo. Non solo. Ho spinto per assumere dipendenti e non prenderli dalle cooperative, per potere garantire una continuità di presenza agli ospiti. Mai dovrebbero accadere fatti del genere né nel nostro Comune o altrove. Sono esterrefatto e non ho parole. Anche perché la Fondazione è un patrimonio storico del nostro territorio e mi auguro che queste persone possano essere allontanate, poiché sono sicuro che chi ci vive nella casa di riposo di Brugora è trattato bene da moltissimi operatori». SULLA VICENDA interviene anche il Codacons: «Siamo di fronte ad un preoccupante allarme, servono più controlli per verificare le condizioni di assistenza ai pazienti e l’ adeguatezza del personale. Chiediamo al Ministero della Salute di intervenire effettuando delle ispezioni a tappeto nelle case di cura, raccogliendo le segnalazioni dei parenti ed installando telecamere di videosorveglianza per prevenire tali episodi. Ci costituiremo parte civile nel procedimento penale».

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