17 Settembre 2005

Patente, varato il decreto salvapunti



ROMA ? Una svolta attesa. Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto «salvapunti» modificando così l`articolo del codice della strada dichiarato incostituzionale e che prevedeva, in caso di mancata identificazione del conducente, che i punti venissero tolti al proprietario del veicolo stesso a meno che quest`ultimo non avesse comunicato entro 30 giorni le generalità di chi era in quel momento alla guida. Insomma, questa modifica garantisce, come ha sottolineato il ministro Lunardi, «l`efficacia della norma ai fini della sicurezza stradale» ma anche «la sanatoria per la riattribuzione dei punti decurtati». Nel caso in cui, però, il proprietario del veicolo multato si rifiuti comunque di comunicare le generalità del colpevole dell`infrazione, per lui ci sarà una multa variabile tra i 250 euro e i mille euro. Le modalità di tutto questo? Saranno oggetto di un provvedimento che sarà varato a breve.L`importante è che adesso si parli concretamente della sanatoria. Che, come ha sottolineato Mario Tassone, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, «eviterà macroscopiche disparità di trattamento e comporterà, dietro l`istanza dell`interessato e con modalità da stabilire, la riattribuzione dei punti della patente del proprietario del veicolo decurtati nel passato (sulla scorta della sentenza della Consulta) per mancata identificazione del conducente; peraltro, la norma non si applicherà solo a chi, causa esaurimento dei punti, ha già dovuto sostenere l`esame di revisione della patente stessa». Per quanto riguarda la previsione sanzionatoria autonoma per coloro che non forniscano i dati di identificazione del conducente responsabile della violazione, Tassone si è detto fiducioso sul fatto che «la ridotta sanzione non sminuisca l`impatto frenante la commissione di infrazioni e, quindi, l`intero impianto del provvedimento della patente a punti. In ogni caso, trattandosi di decreto legge, sarà il Parlamento a stabilire la congruità della sanzione così come rimodulata in consiglio dei ministri preoccupandosi di non depauperare la deterrenza della norma». Il viceministro non ha escluso, infatti, che la sanzione per la mancata fornitura dei dati del conducente possa essere rivista in Parlamento. «Per evitare ogni dubbio di costituzionalità ? ha precisato il viceministro ? si è deciso, in ogni caso, di concedere al cittadino la possibilità di fornire un giustificato e documentato motivo alla base della mancata identificazione del conducente; a titolo d`esempio, in tal modo si eviterà che incorra in sanzione il proprietario di un`auto rubata». Soddisfazione anche da parte del ministro Lunardi. «La sanatoria era un atto dovuto nei confronti di quegli automobilisti che si sono visti decurtare punti in modo illegittimo. Comunque, a distanza di due anni dall`introduzione delle nuove norme, si è avuta una riduzione del 20,5% degli incidenti e dei morti sulle strade, e una riduzione del 22,1% dei feriti». Bene, anche per l`Aci, la decisione sulla sanatoria, anche se a giudizio del presidente dell`Automobil Club, restano perplessità di ordine costituzionale sulle maxi sanzioni introdotte dal nuovo provvedimento. «Abbiamo dubbi ? ha commentato il presidente Franco Lucchesi ? riguardo alla maxisanzione prevista per chi non denunci il conducente del proprio veicolo al momento della commessa infrazione». Di queste perplessità l`Aci auspica che si terrà conto nel corso del dibattito parlamentare, «perché non c`è finalità, per quanto nobile, che giustifichi il non rispetto dei principi fondanti del nostro ordinamento». Valutazione positiva anche da parte del Codacons secondo cui, però, servirebbero anche sanzioni alternative a quelle pecunarie. «Adesso il governo deve studiare sanzioni alternative a quelle pecuniarie, e soprattutto ? sostiene il Codacons ? deve incrementare i controlli sulle strade, introducendo (come avviene negli Usa) le «auto civetta», in grado di seguire le automobili che commettono le infrazioni ed elevare in tempo reale le multe al conducente». C`è però un`altra questione che ancora angoscia profondamente i cittadini ed è quella che prevede la confisca dei motorini da 50cc in caso in cui si venga «beccati», tra l`altro, a viaggiare in due, norma che in alcuni comuni hanno cominciato ad applicare con grande severità e rigore. Per il viceministro Tassone la posizione da tenere è ferma. «Ribadisco ancora una volta ? ha detto ? di condividere la politica del rigore chiaramente perseguita dal Parlamento».

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