26 Gennaio 2005

«Patente, restituire i punti solo se c?è un ricorso»




ROMA – Per il ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, la legge sulla patente a punti «è sana e vegeta». E promette di «restituire i punti» a chi li ha persi per effetto della norma giudicata incostituzionale dalla Consulta. Anche l?Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) condivide questa posizione: dopo la sentenza tutti gli automobilisti colpiti hanno diritto di vedersi riaccreditare i punti. Ma su questo punto gli esperti di diritto non hanno dubbi: «Le sentenze della Corte Costituzionale hanno effetto retroattivo solo per le questioni non definite, ovvero quelle per le quali c?è un ricorso amministrativo o giurisdizionale». Per il ministro, poi, la sentenza che impedisce di togliere i punti della patente a chi non è stato identificato mentre commetteva l?infrazione non ha toccato la norma «nella sua sostanza». Ma la materia, dopo il giudizio della Consulta, sembra tutt?altro che chiara. E proprio per trovare una soluzione legislativa si sono riuniti per una prima presa di contatto i tecnici dei ministeri interessati.
Intanto Salvatore Raimondi, ordinario di Diritto amministrativo nell?ateneo di Palermo, rileva che la Consulta non ha mai affrontato la questione delle sanzioni previste per l?ipotesi di mancata indicazione, da parte del proprietario, del nome di chi guidava l?auto quando è stata commessa la violazione: «A mio modo di vedere questa disposizione è incostituzionale. È prevista da un articolo del Codice della strada che punisce chi non si presenta alla polizia per esibire patente o libretto». Dello stesso parere il professor Filippo Satta, amministrativa alla Sapienza di Roma: «Mi pare assurdo un invito alla delazione tanto pressante. Nel diritto amministrativo non conosco nulla di simile».

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