19 Gennaio 2005

Patente, insorgono i consumatori

Patente, insorgono i consumatori



Le associazioni: non dare spazio ai furbi dei punti





ROMA
Un intervento «salva codice della strada» da parte del governo e una denuncia per pubblicità ingannevole ai «maestri dell?elusione». Le associazioni di difesa dei consumatori, dopo il caso portato alla luce da La Stampa, reclamano dal ministero dei Trasporti «una circolare immediata per impedire l?aggiramento della patente a punti» e annunciano di voler denunciare «per pubblicità ingannevole le società specializzate che garantiscono al 100% di far cancellare le sanzioni».
Dunque, nella vicenda degli studi legali che hanno dato vita «al business dei ricorsi amministrativi», scendono in campo le organizzazioni di tutela degli utenti. «Condanniamo l?utilizzo sistematico di uno stratagemma in grado di inceppare il meccanismo del nuovo codice della strada – afferma Paolo Landi, segretario generale dell?Adiconsum – le leggi vanno rispettate, perciò trovo vergognoso un giro d?affari alimentato da migliaia di automobilisti disposti a mettere mano al portafogli per farla franca». Un sistema studiato alla perfezione, capace di mandare in tilt la macchina burocratica e togliere efficacia al «giro di vite» sulla condotta degli italiani al volante, ossia alla riforma Lunardi entrata in vigore un anno e mezzo fa. «Serve subito una correzione da parte del governo per impedire l?elusione della norma, quindi va emanata una circolare ministeriale per porre rimedio a questa falla nella patente a punti, altrimenti la normative a favore della sicurezza sulle strade diventano ?grida manzoniane? – aggiunge Landi – oggi basta che i cittadini multati chiedano di essere uditi e i tempi si allungano fino a far decadere la contravvenzione perché il prefetto non fa in tempo a rispondere al ricorso entro 365 giorni».

Le associazioni, in particolare, chiedono di emendare la legge per snellire le procedure coinvolgendo nell?iter il comando dei vigili urbani e il difensore civico, e alleggerendo il carico di lavoro di prefetti e giudici di pace. «Andare dal prefetto per un divieto di sosta è spropositato – precisa Landi – è su simili lungaggini che prolifera il business dei ricorsi. È possibile l?impugnazione in Cassazione, quindi con tutti questi gradi di giudizio i punti dalla patente all?automobilista vengono eventualmente tolti dopo un lungo tempo». Fino a quando non c?è un provvedimento definitivo passato in giudicato, infatti, i punti non vengono sottratti.
Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, punta l?indice contro la pubblicità ingannevole delle società che promettono «niente multa né penalizzazioni sulla licenza di guida» garantendo, senza margini di dubbio, il successo del ricorso cancella-verbale. «Le scorciatoie da furbi lucrano sulla credulità popolare (nessuno può dare garanzie sull?esito di un procedimento della pubblica amministrazione) e così si diseducano gli italiani al rispetto della legalità – dice Trefiletti – i responsabili sono passibili di censura e ci attiveremo in questo senso».

A scandagliare nei meandri delle procedure burocratiche per decifrare il giro d?affari dei ricorsi anti-multe è l?avvocato Valeria Falce, docente all?università Luiss. Nel mirino il massiccio impiego da parte degli avvocati «annulla-verbali» dei volantini pubblicitari. «Il codice deontologico – sottolinea Falce – vieta agli studi legali qualsiasi forma di pubblicità dell?attività professionale, tranne le indicazioni (nella carta intestata, negli elenchi telefonici e nelle pagine gialle) relative alle specializzazioni».
Per Gianluca Di Ascenzo, vicepresidente del Codacons, «l?uso strumentale dell?ordinamento giuridico lede il principio di trasparenza. Intasare le prefetture con l?invio di ricorsi palesemente infondati è una strategia deprecabile che sfrutta l?impossibilità da parte dell?autorità amministrativa di smaltire la mole di domande. Chi si avvale di tali cavilli per aggirare la normativa finisce per danneggiare i cittadini che hanno realmente motivo di ricorrere al prefetto».

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