7 Febbraio 2005

Patente a punti, valanga di ricorsi

Dopo la sentenza della Consulta sulle multe irregolari se non contestate subito
Patente a punti, valanga di ricorsi

UNA VALANGA di ricorsi sta per abbattersi sui giudici di pace per contestare il taglio dei punti alla patente all`indomani della sentenza della Corte Costituzionale secondo cui la sanzione può essere applicata solo se viene identificato l`automobilista alla guida. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori sono circa mezzo milione i ricorsi in arrivo. I siti e le sedi delle associazioni sono state prese d`assalto da cittadini che vogliono sapere come fare ricorso e quindi riprendersi i punti persi. Intanto c`è grande attesa per una sanatoria che il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi, ha promesso a più riprese, ma che nei fatti ancora non è arrivata. Si vuole, infatti, trovare prima una soluzione per l`identificazione del conducente. I tecnici dei ministeri delle Infrastrutture e degli Interni stanno mettendo a punto un provvedimento che permetta di individuare con certezza chi commette l`infrazione. Non sarà facile. Si potrebbero usare le telecamere dei varchi dei centri storici, ma si dovrà tener conto delle norme sulla privacy per non andare incontro ad un “niet“ del Garante. «I moduli scaricati dai siti delle quattro associazioni aderenti ad Intesaconsumatori – dice Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – sono oltre 500 mila. Le nostre sedi sono state letteralmente prese d`assalto e riceviamo centinaia di telefonate al giorno e oltre mille contatti giornalieri ai nostri siti». Tutto questo sottolinea il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti, «finirà per intasare l`unico ramo della giustizia che ancora funziona: i giudici di pace». I consumatori, poi, lamentano la latitanza dei ministeri competenti, delle Infrastrutture e Trasporti e dell?Interno: «I ministeri non ci hanno fatto sapere nulla – dice Lannutti -. Abbiamo chiesto un incontro per chiarire ai cittadini cosa debbano aspettarsi all`indomani della decisione della Consulta. Ma non ci hanno dato nessuna risposta. E intanto i ricorsi ai giudici di pace si moltiplicano». I consumatori, comunque, ribadiscono di approvare i principi della patente a punti, che ha ridotto gli incidenti stradali del 18%, ma si dicono «soddisfatti» della sentenza della Corte Costituzionale. «La norma che addossava ai proprietari dei veicoli l`obbligo della delazione era odiosa – dice Lannutti – si dovevano fornire il numero della patente e nome della persona alla guida dell`auto al momento della contravvenzione. Adesso, migliaia di automobilisti ai quali sono stati detratti i punti della patente o perchè non hanno ricordato o perchè si sono rifiutati di fare i delatori, hanno diritto di rivalsa e di congruo risarcimento danni verso il ministero delle Infrastrutture che non ha voluto mai ascoltare le ragioni degli utenti e dei consumatori».

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