25 Gennaio 2005

PATENTE A PUNTI: LUNARDI LA DIFENDE, IMPIANTO E` VALIDO




(ANSA) – ROMA, 24 gen – Lunardi difende il suo fiore all`occhiello, quella riforma del codice della strada che con l`introduzione della patente a punti sembra aver rivoluzionato il modo di comportarsi degli automobilisti italiani. La patente a punti “é sana e resta valida“ e la sentenza di oggi della Corte Costituzionale “non ne altera assolutamente l`impianto“ si è affrettato a chiarire il ministro dei Trasporti dopo la sentenza della Consulta con cui è stato stabilito che si possono sottrarre punti solo a chi è stato identificato dopo aver commesso l`infrazione. Certo il ministro non ha nascosto che la norma bocciata dalla consulta, quella che consente di decurtare punti dalla patente anche quando non è possibile identificare il conducente, era l` unica sulla quale anche lui nutriva “forti dubbi“. Ma questo non inficia le norme nel complesso. Quelle centinaia di vittime risparmiate alla strada dall`unica norma che ha messo un pò di paura ai conducenti più spericolati, insomma, non verranno messe in discussione da una sentenza che azzera la portata della sua riforma. Le sanzioni, avverte il ministro, “continueranno ad essere applicate“ e per farlo il governo ha intenzione di schierare nuove forze dell`ordine: “ci saranno 18.000 poliziotti che scenderanno in campo grazie alla decisione di liberare le scorte ai carichi eccezionali che saranno compiuti da società private“ ha annunciato Lunardi che ha anche auspicato “un tavolo tecnico fra il ministero dell`Interno e delle Infrastrutture per trovare nuove forme che permettano alla polizia di identificare in modo rapido i conducenti“. “Rispetto la decisione della Consulta, ma resto molto perplesso“ ha invece commentato a caldo il viceministro ai Trasporti, Mario Tassone secondo il quale “per garantire diritti generali e formali“ si è inficiato il diritto alla sicurezza “e, conseguentemente alla vita“. “La sentenza apre un preoccupante varco attraverso il quale in troppi potrebbero tentare di passare per farla franca“ ha poi precisato Tassone riconoscendo comunque anche lui che la decisione della Corte “lascia immutata tutta la capacità deterrente della patente a punti“. Ma Tassone non è l`unico a temere questa possibile deriva: “la decisione della Corte sulla patente a punti lascia davvero perplessi perché nei fatti rappresenta una riduzione della tutela dell`incolumità delle persone che è stata centrale nella decisione del Governo di stabilire la patente a punti“ ha commentato il ministro Maurizio Gasparri che aggiunge: “la Consulta sembra avere più a cuore le interpretazioni giuridiche che la sicurezza delle persone“. Anche per Antonio Pezzella, responsabile nazionale dei trasporti di An e relatore della nuova legge sulla patente, la sentenza “inficia gran parte del lavoro fatto dal Parlamento che doveva servire ad abbattere l`altissima sinistrosità del nostro Paese, una vera e propria guerra non dichiarata con i circa 7000 morti all`anno“. “Il parere della Corte Costituzionale è ineccepibile, assolutamente non va discusso né contestato“ precisa invece Lunardi che ammette: “l` articolo secondo il quale venivano decurtati punti dalla patente, anche quando non è possibile identificare il conducente era l` unico sul quale anche io avevo forti dubbi“. “Estremamente soddisfatto“ è il presidente dell`Aci, Franco Lucchesi, che se da un lato ricorda come sia stato proprio L`Automobil Club a segnalare l`illegittimità costituzionale della norma, dall`altra sottolinea come proprio questa sentenza “sgombri il terreno da ogni possibile strumentalizzazione, rafforzando il forte valore educativo di una norma la cui efficacia è sotto gli occhi di tutti“. Più perplessa l`Asaps, l`associazione sostenitori della polizia stradale:“la palla rimbalza ora nel campo della sicurezza stradale dove si gioca una partita seria e drammatica. E` evidente che a questo punto l`effetto dissuasivo della patente a punti, che già dava segni evidenti di indebolimento, subirà un ulteriore duro ridimensionamento col quale si dovranno fare i conti in termini di vite umane“ sostiene il presidente dell`associazione, Giordano Biserni. “L`intervento delle Consulta sposta l`onere della prova dell`automobilista alle forze di polizia che vengono gravate di un accertamento tutt`altro che semplice“ fa notare il sottosegretario all`interno Alfredo Mantovano che si domanda: “nella gerarchia dei beni costituzionalmente rilevanti, che fonda ogni giudizio di bilanciamento da parte della Corte, la vita e la salute non sono più importanti della rigorosa formale correttezza di un procedimento amministrativo?“. Esultano, infine, le associazioni dei consumatori. La sentenza “restituisce certezza a quel diritto calpestato da un governo che voleva fondare la deterrenza sull`obbligo della delazione“ dice Intesaconsumatori che raduna Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. L`Adoc, in particolare, si dice pronta ad assistere presso tutte le proprie sedi, dislocate in ogni provincia, i cittadini che vorranno presentare ricorso contro un taglio di punti avvenuto senza che il conducente fosse riconosciuto. (ANSA).

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