12 Febbraio 2019

Pastori sardi, perso un milione di litri di latte. L’ appello: «Non buttatelo, datelo a chi ne ha bisogno»

Continua in Sardegna la protesta del latte , dopo il crollo del prezzo e la mobilitazione dei pastori sardi in tutta la Regione. Decine di pastori, per protesta, hanno sversato in strada litri e litri di latte , gesto doloroso ma dimostrativo: e questo particolare ha convinto Codacons e l’ arcivescovo di Sassari a lanciare un appello ai dimostranti, quello di non buttare più via il latte. «Non gettate il latte di pecora, piuttosto datelo in beneficenza» , hanno chiesto. E già alcuni pastori in alcuni comuni hanno risposto a questo invito regalando latte, ricotta e formaggi ai più bisognosi. «Perché tanto spreco? Molti poveri ne hanno bisogno », aveva detto l’ arcivescovo Gianfranco Saba , scrive il Corriere della Sera . A Samugheo (Oristano) il latte è stato consegnato a case di riposo e scuole, mentre a Fonni e Tonara (Nuoro) sono stati donati ricotta e formaggio alle famiglie in difficoltà. LA PROTESTA CONTINUA Intanto la protesta continua, nessuno stop e nessuna tregua: i pastori continuano con blitz e presidi. La proposta del ministro dell’ Agricoltura Gian Marco Centinaio di sospendere la protesta sino al 21 febbraio, data del tavolo di filiera convocato a Roma, non sarà presa in considerazione. «In realtà nell’ incontro con noi- spiega all’ ANSA Felice Floris, leader del Movimento dei pastori sardi – questa proposta non ci è stata nemmeno riferita. Noi vogliamo fatti. E, anzi, vorremmo che la situazione fosse risolta ben prima del 21 perché ogni giorno è prezioso. Abbiamo ascoltato, speriamo che si trovi una soluzione. Ma i pastori voglio risposte concrete». Domani dovrebbe essere in programma invece la riunione promossa dalla Regione per decidere il prezzo minimo del latte dopo il rinvio della scorsa settimana. «Ma ancora – dice Floris – noi non sappiamo nulla». APPELLO ALLE SCUOLE E ALLE IMPRESE Si estende alle scuole e alle imprese commerciali la solidarietà per la guerra del latte messa in campo dai pastori sardi a causa del crollo del prezzo del prodotto, pagato per ora circa 60 centesimi al litro. Per domani, 13 febbraio, è stato lanciato un appello agli studenti e agli insegnanti, soprattutto degli istituti superiori, perchè scendano in piazza a manifestare con i pastori. «Chiediamo a tutti gli istituti sardi uno sciopero per il 13 febbraio per solidarietà con i pastori sardi che stanno lottando per far sì che il proprio lavoro possa essere retribuito con un prezzo accettabile – si legge nel volantino che sta circolando in queste ore sui social -. Chiediamo la massima condivisione perché anche se indirettamente questo tocca a tutti per un futuro migliore. #pastoresardonotarrendascomo » (in lingua sarda: pastore sardo non arrenderti adesso). Nel frattempo alcune aziende del territorio, da quelle dell’ abbigliamento a quelle alimentari, hanno comprato spazi pubblicitari sui quotidiani per esprimere la solidarietà ai pastori sardi. GETTATO IN STRADA UN MILIONE DI LITRI Circa un milione di litri di latte è stato lavorato per essere dato in beneficienza, dato in pasto agli animali o gettato per colpa dell’ atteggiamento irresponsabile degli industriali che ha portato i pastori all’ esasperazione di fronte a compensi inferiori a 60 centesimi al litro, al di sotto dei costi di produzione. È quanto stima la Coldiretti in occasione della manifestazione davanti a Piazza Montecitorio a Roma dove i pastori sardi hanno denunciato alle Istituzioni nazionali la tragedia del latte di pecora e chiesto di procedere immediatamente al commissariamento del Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop, responsabile con le sue scelte del crollo del mercato che ha messo in ginocchio gli allevatori. I pastori hanno manifestato la propria rabbia davanti a cittadini e parlamentari con cori e grande striscione sul quale si leggeva «Rispetto per la tragedia dei pastori sardi» ma chiedono anche provvedimenti immediati contro chi specula sul prezzo: «Pastori alla fame: commissariamo il Consorzio del pecorino Romano» si legge in un cartello. «Attendiamo che l’ associazione industriali proponga a tutti i pastori della Sardegna il prezzo del latte che non ha voluto né trattare né modificare in questi mesi rimanendo sordo e indifferente alle proposte avanzate», afferma la Coldiretti, nel sottolineare che merita una risposta chi si sveglia alle 5 del mattino tutti i giorni per mungere e ottenere da ogni pecora circa un litro di latte al giorno che viene pagato pochi 60 centesimi al litro, una elemosina che non copre neanche i costi di allevamento. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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