4 Agosto 2005

Pasti fuori: dopo l`euro la stangata

Pasti fuori: dopo l`euro la stangata
Spesa raddoppiata per pizza, gelati e bevande I consumatori: si abolisca almeno il coperto




Estate 2001, cena in pizzeria: margherita, mezzo litro di acqua minerale, caffè e coperto. Conto sullo scontrino: 10.800 lire. Estate 2005, cena nello stesso locale: la stessa margherita, la stessa bottiglietta d`acqua, la stessa tazzina di caffè e la stessa tovaglia. A cambiare e solo il conto: 10,85 euro. A distanza di quattro anni pranzare o cenare fuori casa è diventato sempre più un lusso per pochi. Sul menù le portate rimangono le stesse, diverso è invece il destino dei prezzi che le accompagnano, lievitati fino quasi a raddoppiare. A rivelare il pesante rincaro è un`indagine condotta dal Codacons della Lombardia, che ha paragonato i prezzi esposti in bar, ristoranti e gelaterie prima dell`euro (2001) con quelli proposti quattro anni dopo l`entrata in circolazione della nuova valuta (2005). Scorrendo il rapporto si scopre così che mentre nell`estate del 2001 una birra media al pub costava 8mila lire, ora per lo stesso bicchiere si spendono 6 euro. I panini sono passati da 4.500 lire a 4 euro, mentre l`aperitivo al bar è schizzato da 7mila lire a 6 euro a testa. Praticamente raddoppiati anche i prezzi dei coni gelato: mentre nel 2001 un cono piccolo costava 1.500 lire, oggi costa 1,50 euro, un aumento del +93,60%. Stesso discorso per l`acqua minerale: una bottiglietta da mezzo litro quattro anni fa costava 1.000 lire, oggi 1 euro. «Dall`entrata in vigore dell`euro alla nostra associazione sono piovute centinaia di segnalazioni per il caro-ristoranti – spiega Mauro Antonelli del Codacons di Como -. Il consiglio che diamo a chi non può proprio far a meno di pranzare fuori è quello di portarsi qualcosa da casa. Ai ragazzi invece suggeriamo di scegliere paninoteche o piadinerie, che consentono di pranzare a prezzi ridotti. Per la cena invece, si può approfittare dei buffet degli happy hour». Per far fronte ai conti sempre più salati di ristoranti e pizzerie, l`Epam, l`Associazione dei pubblici esercizi di Milano, ha lanciato nei giorni scorsi l`idea di eliminare dallo scontrino almeno la voce «coperto», due euro in più che i clienti pagano per tovaglia, pane e grissini. «Il ristorante è sempre meno presente nelle voci di spesa delle famiglie comasche – spiega Mara Merlo di Federconsumatori -. L`eliminazione del costo del coperto è un segnale che ci dice che il problema del caro-ristoranti è stato riconosciuto, ma certamente non è una soluzione sufficiente. Sarebbe meglio puntare su offerte di menù a prezzi ridotti, una possibilità che a Como pochi esercenti hanno deciso di adottare e che comunque rimane una scelta dei singoli ristoratori». Per riportare le famiglie nei ristoranti, diversa è invece la soluzione portata avanti dai gestori: «La voce coperto a Como è già stata eliminata da quasi il 50% dei ristoranti – sottolinea Guido Capizzi, responsabile dei esercizi pubblici dell`Unione Commercio, turismo e servizi -. Il vero problema risiede però nella perdita di potere d`acquisto delle famiglie comasche. Nonostante le offerte i ristoranti stanno perdendo clientela e la soluzione sarebbe diminuire le spese che una famiglia sostiene per esempio per gas, telefono o servizi postali». Alessia Livio



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