24 Ottobre 2007

Pasta, prezzi nel mirino antitrust

Pasta, prezzi nel mirino Antitrust Indagine sugli aumenti: l`Autorità sospetta un cartello tra produttori

– (sezione: Codacons)
I pastai finiscono nel mirino dell`Antitrust. Il garante della Concorrenza ha aperto un`inchiesta nei confronti dell`Unione industriale pastai italiani (Unipi) e dell`Unione nazionale della piccola e media industria alimentare (Unionalimentare), perché le due associazioni di categoria “potrebbero aver dato indicazioni per aumenti dei prezzi omogenei sul territorio nazionale“. Ad insospettire gli uomini di Antonio Catricalà le indicazioni di aumento del prezzo da applicare alla pasta, a partire da settembre, fornite dalle due associazioni: “I dati sugli incrementi di prezzo da attuare potrebbero aver costituito un punto di riferimento per l`aumento del prodotto finito, inducendo i singoli produttori ad adottare una strategia uniforme anziché concorrere sul prezzo“. In una situazione di piena concorrenza le singole aziende si sarebbero “marcate“ per non finire fuori mercato limitando gli aumenti. L`istruttoria dovrà concludersi entro il 30 novembre del 2008, è stata avviata anche a seguito di una denuncia di Federconsumatori Puglia. Nella segnalazione veniva citato un incontro avvenuto a Roma tra circa 50 imprese sulle 160 aderenti ad Unipi che rappresentano l`85% della produzione del settore, dal quale sarebbe emersa la decisione di aumentare il prezzo della pasta. Accuse subito contestate dai pastai: “Non è stata mai realizzata ma neppure pensata o ipotizzata alcuna azione di cartello – ha dichiarato il presidente dell`Unipi Mario Rummo – Ci auguriamo che grazie a queste indagini le esorbitanti tensioni sul grano duro, che ha raggiunto incrementi del +140%, e che incidono sul costo finale del prodotto per il 65% circa, possano cessare e che vengano individuate con chiarezza le cause che sono alla loro origine“. Renato Bonaglia, presidente di Unionalimentare ribadisce “Siamo sereni. Daremo tutta la collaborazione all`Antitrust“. Punto di vista opposto da parte degli agricoltori: “Da tempo – evidenzia la Cia – sottolineiamo manovre speculative e aumenti artificiosi sui prodotti al consumo. Non è, dunque, un problema solo della pasta. E questo è avvenuto nei tanti, troppi, passaggi dal campo alla tavola“. Federconsumatori chiede al governo interventi istituzionali per ridurre il prezzo della pasta del 5%: “La nostra ipotesi – ha detto il presidente Rosario Trefiletti – è che sul prezzo della pasta si sia creato un cartello determinando aumenti di prezzo del 20% privi di qualunque fondamento“. Inoltre secondo l`associazione dei consumatori i pastai sopravvalutano strumentalmente il peso del prezzo materia prima sul prodotto finale. Il Codacons ha invitato l`Antitrust ha di coinvolgere anche la procura della Repubblica per verificare eventuali reati.

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