29 Maggio 2013

Passi carrabili: la Provincia interviene sulla class action dell’ Unione consumatori

Passi carrabili: la Provincia interviene sulla class action dell’ Unione consumatori

Passi carrabili: la Provincia interviene sulla class action dell’ Unione consumatori “Il canone di occupazione di suolo pubblico (Cosap) non è, ‘l’ ultima trovata’ della Provincia, bensì un’ imposta vigente dal 1999, pagata regolarmente da circa diecimila cittadini residenti nel territorio” Redazione 29 maggio 2013 Tweet Storie Correlate Alitalia, Codacons Marche: “Bruciati 15 mln di euro, difenderemo i risparmiatori” Codacons: parte l’ azione contro la “tassa di concessione governativa” La Provincia di Ancona interviene sulla questione della regolarizzazione degli accessi e dei passi carrabili sulle strade provinciali , dopo l’ annuncio di una class action contro l’ ente da parte dell’ Unione nazionale consumatori : “Il canone di occupazione di suolo pubblico (Cosap) non è, come si vuole far intendere, disinformando i cittadini, ‘l’ ultima trovata’ della Provincia, bensì un’ imposta vigente fin dal 1999 , pagata regolarmente da circa diecimila cittadini residenti nel territorio provinciale. Non si dimentichi, poi, che secondo il Codice della strada , tutti gli accessi sulle strade pubbliche devono essere autorizzati dall’ ente proprietario al fine di verificare se corrispondano a determinate caratteristiche geometriche e di visibilità, finalizzate a eliminare condizioni di pericolo per gli utenti della strada”. “Con la delibera approvata lo scorso dicembre – continua la nota – si è deciso di concedere per un periodo limitato di quattro mesi , cioè dal 1° febbraio al 31 maggio 2013, la possibilità a poche centinaia di utenti di regolarizzare la propria posizione , senza interessi legali e sanzioni amministrative. Si è trattato di un intervento di giustizia fiscale e amministrativa per tutelare quanti hanno sempre pagato puntualmente il canone di servizio, senza colpire indiscriminatamente chi, fino a oggi, ne ha goduto abusivamente. Non a caso, la stragrande maggioranza degli interessati a provveduto a saldare l’ importo dovuto entro la data del 31 maggio”. Anche rispetto alla comunicazione , definita ingannevole dal coordinatore regionale dell’ Unione nazionale consumatori , l’ ente precisa: “Oltre alla lettera, il provvedimento è stato pubblicizzato dall’ ente tramite l’ affissione di appositi manifesti “.

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