11 Giugno 2012

Passera non rassicura il mercato, Btp sotto pressione

Passera non rassicura il mercato, Btp sotto pressione

L’ Italia ha già fatto quello che era necessario per salvarsi nei mesi scorsi mettendo in sicurezza i propri conti pubblici. Non bastano ai mercati le rassicurazioni del ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, all’ indomani dell’ annuncio del piano Ue di salvataggio del settore bancario spagnolo. ‘La Spagna ha presentato un piano credibile e l’ Europa ha risposto in maniera adeguata”, ha commentato così il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, la decisione dell’ Eurogruppo di aiutare con 100 miliardi di euro gli istituti di credito spagnoli. Tutto ciò ”significa che l’ Europa è in grado di fare quello che è necessario fare in certi casi. O ci si salva tutti assieme, o nessuno si salva da solo”. Tra le questioni aperte, tuttavia, c’ è lo status di creditore privilegiato di cui potrebbero godere i fondi salva Stati (Efsf e Esm) nell’ ambito del piano di aiuti. Per Alessandro Giansanti, fixed-income strategist di Ing, se sarà l’ Esm a finanziare la Spagna, allora il suo status di creditore privilegiato aumenterà la porzione di haircut che dovranno subire i privati in caso di ristrutturazione del debito”. A Piazza Affari il Ftse Mib cede ancora lo 0,16% a 13.423 punti, dopo essersi mangiato tutti i guadagni della mattinata (massimo a 13.778 punti), e lo spread Btp/Bund sale a 460 punti base (tasso al 5,94%). Il differenziale calcolato sui Bonos spagnoli è a quota 512 punti, con un rendimento del 6,46%. Si teme per un downgrade della Spagna, che potrebbe uscire da alcuni indici e quindi provocare vendite forzate di Bonos. Già la scorsa settimana, Fitch ha tagliato di tre notch il rating della Spagna a BBB da A, mantenendo l’ outlook negativo. Invece oggi Moody’ s ha comunicato che gli sviluppi della situazione in Spagna, insieme alle evoluzioni in Grecia dopo le elezioni del 17 giugno, potrebbero comportare declassamenti anche per altri stati dell’ Eurozona. “L’ Italia ha fatto quello che era necessario per salvarsi e salvare se stessa dal punto di vista finanziario nei mesi scorsi”, ha spiegato Passera, allontanando l’ ipotesi di un salvataggio dell’ Italia dopo il caso spagnolo. Il ministro ha poi sottolineato che la disciplina imposta dal governo Monti in termini di conti pubblici mette l’ Italia “tra i Paesi che meglio possono affrontare il turbine finanziario in cui si trova l’ Europa”. Nel giorno in cui l’ Istat ha confermato una contrazione del Pil nel primo trimestre pari allo 0,8%, il dato peggiore dall’ inizio del 2009, il ministro ha ribadito che al consolidamento finanziario va affiancato un programma per la crescita, tema su cui il Paese deve riconquistare credibilità. A giocare un ruolo fondamentale nella caduta del Pil è il crollo dei consumi: “L’ aumento dell’ Iva e le troppe tasse che hanno colpito gli italiani, indipendentemente dalla loro capacità contributiva”, ha osservato il Codacons, “hanno ridotto il potere d’ acquisto dei redditi bassi e medi, con alta propensione marginale al consumo”. La spesa delle famiglie italiane, infatti, è diminuita del 2,4% rispetto al primo trimestre del 2011 e dell’ 1% rispetto al trimestre precedente. Sono 10 anni, ovvero dall’ arrivo dell’ euro nel 2002 che, secondo l’ associazione dei consumatori, salari e pensioni non sono state salvaguardate dall’ aumento del costo della vita e questo ha impoverito progressivamente le famiglie, prima costrette a intaccare i risparmi e poi, finiti questi, a partire dal 2007, a ridurre i consumi, con effetti negativi sulla crescita del Paese. E ora, nel 2012, scendono addirittura gli acquisti obbligati come medicinali e alimentari.
Di Francesca Gerosa

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