18 Aprile 2015

Passeggeri inferociti per lo stop della metro

Passeggeri inferociti per lo stop della metro 

I cittadini romani hanno perso la pazienza. Nell’ interminabile e a tratti stucchevole guerra fra i vertici Atac e i suoi dipendenti, alla fine a soccombere sono gli utenti del trasporto pubblico capitolino. Che nell’ ennesimo venerdì di sciopero si sono definitivamente ribellati, creando una situazione che ha rischiato seriamente di sfociare in rissa, fra treni occupati, aggressioni (per fortuna solo verbali) ai macchinisti e momenti di altissima tensione in diverse stazioni della linea A della metropolitana. IL BUCO PRIMA DELLO SCIOPERO La goccia che ha fatto traboccare il vaso riguarda proprio la metro arancione. Questi i fatti. Alcuni passeggeri giunti ad Anagnina dalle 8.15 in poi (la fascia di garanzia finisce alle 8.30) giurano di aver atteso invano i convogli partire per le ultime corse in direzione Battistini. Un buco di quasi un quarto d’ ora. Come prevedibile, nell’ ora di punta e sulla linea principale della città, bastano pochi minuti di ritardo per far accumulare migliaia e migliaia di persone sulle banchine. Stando alla ricostruzione ufficiale effettuata dall’ Atac (incrociata con i racconti dei presenti), alle 8.28 arriva finalmente il treno direzione Battistini, che viene letteralmente preso d’ assalto. Neanche il tempo di ripartire che dal dirigente centrale del traffico (Dct), una sorta di supervisore della linea, arriva un’ inaspettata comunicazione (come testimoniato dall’ audio che Il Tempo ha pubblicato in esclusiva sul sito online): “Evacuate i treni. Il turno è finito. Fate scendere i passeggeri”. La risposta di uno dei macchinisti è eloquente: “Non posso evacuare il treno, questi mi picchiano”. LA RIVOLTA DEI PASSEGGERI Il timore del conducente si rivela fondato: i passeggeri si ribellano e assaltano le cabine dei macchinisti. A Cinecittà, un nutrito gruppo di persone occupa il treno e vi rimane all’ interno per più di un’ ora (tra l’ altro completamente al buio) finché il personale Atac non riesce a convincere i “ribelli” ad abbandonare la protesta. Ma la vera rissa si rischia a piazza Re di Roma. All’ ordine di fermare i treni, infatti, tutti i convogli hanno terminato le corse raggiungendo le banchine più vicine. Qui però i passeggeri si scatenano e, come testimoniato da un video (che sempre Il Tempo ieri mattina ha pubblicato per primo sul suo portale online) prendono d’ assalto il macchinista: “Esci fuori!”, gridano, “ma come ti permetti!?”, e ancora, “vai a lavorare”. A un certo punto la tensione aumenta: “Picchiatelo”, urla una signora con ben poco sarcasmo. Il conducente se la cava con tanti insulti e l’ aiuto degli operatori di stazione, che lo fanno sgusciare via dal treno. SCATTANO LE INCHIESTE Le domande intorno alla vicenda di ieri sono molte. Come mai in ora di punta, e poco prima di uno sciopero di 24 ore, avviene un buco di partenze di più di 10 minuti (8.15-8.28)? Perché i dirigenti centrali del traffico hanno dato ordine di evacuare i treni poco dopo le 8.30 e non ha permesso la conclusione delle corse già iniziate? Esistevano veramente rischi per la sicurezza così grave da interrompere improvvisamente il servizio? A tutte queste domande risponderanno varie inchieste. Innanzitutto quella interna di Atac, annunciata dal presidente Roberto Grappelli con un comunicato. Poi quelle dell’ Autorità Garante degli Scioperi e anche del Codacons. VERTENZA SULLE ORE DI LAVORO Come dichiarato apertamente dall’ assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta, i disagi potrebbero leggersi nella dura battaglia portata avanti da molte sigle sindacali contro il nuovo piano industriale, che prevede l’ aumento delle ore di lavoro annue da 736 a 900, a fronte di un incremento di stipendio che i macchinisti non reputano congruo. Il piano è stato sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, ma fortemente contestato dalle varie Ugl, Confail, Cisal, Sul e Usb. Per Improta la giornata di protesta “è un chiaro segnale per rallentare il percorso di risanamento e rilancio dell’ azienda Atac. No ad atteggiamenti minoritari che oggi hanno approfittato di un quadro regolatorio inefficace”. L’ assessore è stato subito spalleggiato dal sindaco Ignazio Marino, che su Twitter ha scritto: “Il diritto di sciopero deve essere garantito, ma anche il diritto dei cittadini a muoversi. Non accettiamo questi comportamenti”. UNO SCIOPERO OGNI 20 GIORNI Il calcolo degli scioperi del trasporto a Roma dall’ inizio dell’ anno è eloquente: 20 giorni di media. Siamo alla quarta protesta di settore: 25 gennaio, 20 febbraio, 30 marzo e 17 aprile, a cui vanno aggiunte proteste varie attraverso la rinuncia agli straordinari. In tutto questo, ieri i romani si sono dovuti sorbire anche l’ ennesimo e inutile corteo dei Movimenti per la Casa che ha bloccato il traffico in tutta l’ area intorno a Porta Pia.
vincenzo bisbiglia

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