20 Marzo 2009

PASSARE dall'”uno per tutti, tutti per uno” ad ognuno per sé

PASSARE dall’«uno per tutti, tutti per uno» ad ognuno per sé, il passo non è stato breve. Parliamo del Carspac, a quasi sei anni dalla sua costituzione. Siamo nell’estate 2003: la bomba Costruttori è appena esplosa. E tra i soci sovventori, tra coloro cioè che hanno investito e poi perso i loro risparmi nel tracollo del colosso cooperativo, si fa largo l’idea di dar vita ad un loro specifico comitato di rappresentanza e tutela. Sono circa 3000 le persone che ci hanno rimesso il prestito sociale, emolumenti da lavoro, ritenute su stipendi, soldi: un totale di 83 milioni di euro. Ma differentemente da dipendenti e fornitori, loro (circa 1200 iscritti) non godono di protezioni sindacali o di categoria. Sono andati in fumo tanti denari: persino 5 miliardi di vecchie lire. C’è chi ha venduto proprietà immobiliari, case, terreni agricoli. Chi ha impegnato intere eredità, tesoretti di famigilia accumulati dopo anni di fatica e sacrifici. Gli interessi erano alti, ma ancor più alto lo spirito mutualistico e di sostegno cooperativo. Non sono mancate accuse su presunte speculazioni. Ma alla fine della vicenda c’è anche chi è come impazzito, si è ammalato di depressione, chi ha tentato il suicidio, chi addirittura, stando a quanto affermato dai famigliari, è morto dal dispiacere. In questa triste cornice il Carspac ha iniziato a muovere i primi passi. Il primo portavoce fu Sonia Barducci. Poi Valerio Cellioni. Sotto la sua guida è iniziato il pressing su istituzioni e politici. Su tutti la Legacoop ritenuta «oggettivamente responsabile». Si sono organizzati incontri, assemblee, faccia a faccia, sit-in con striscioni e cartelli, manifestazioni, blocchi stradali, consigli comunali aperti. Legacoop, e l’allora presidente Egidio Checcoli, attraverso la fondazione Storia e civiltà del movimento cooperativo’ misero in atto l’ azione di solidarietà che portò alla restituzione del 25% dei crediti vantati. Percentuale che Paolo Cattabiani porterà entro l’estate 2009 al 50% (apc al 42,5%). Somme ritenute comunque insufficienti e per questo si chiede un terzo tempo. Il resto è roba dei nostri giorni.  Il Carspac si spacca in due: da una parte chi aderisce al Codacons per non interrompere il termine di prescrizione valido per la rifusione danni, scadente il 2 luglio scorso. E che quindi si è costituto parte civile nel processo anche contro la stessa LegaCoop ed i suoi dirigenti. Dall’altra parte invece chi ha scelto di continuare la trattativa con LegaCoop, e di non agire legalmente nei suoi confronti.

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