2 Aprile 2013

Pasqua, shopping in caduta libera

Pasqua, shopping in caduta libera

Parte dei negozi apre nei due giorni di festa ma gli affari non decollano
IL BOOM DI VISITATORI NON È COINCISO CON QUELLO DELLE VENDITE AFFOLLATI GLI IPERMERCATI

 La speranza è sempre l’ ultima a morire, si sono detti molti dei commercianti romani che in questo week-end pasquale hanno alzato la saracinesca decidendo comunque di lavorare. Hanno aperto i loro negozi, sia a Pasqua che a Pasquetta, credendo di poter rialzare i guadagni, quegli stessi guadagni stagnanti, ormai, da mesi. Ma, sebbene ci sia stata un’ impennata del turismo, con un +15% rispetto al 2012, gli stranieri a spasso per la capitale, in questi giorni, hanno preferito camminare ai piedi della Basilica di San Pietro o nelle vie del centro, ma si sono tenuti lontano dal prendere il portafogli e accalcarsi di fronte alle casse dei negozi. Così loro, i commercianti, hanno assistito al miracolo mancato con le braccia conserte. IL CENTRO Hanno visto sfumare l’ ultima grande occasione di poter sfruttare a loro vantaggio anche quell’ evento epocale che si chiama Papa Francesco. Solo pochi negozi ne hanno potuto beneficiare e sono quei negozi che però non fanno testo, perché sono al centro di Roma; quel centro che ogni domenica accoglie un discreto numero di potenziali compratori, ma che non riesce a misurare con precisione la febbre degli acquisti perché è solo una minima parte rispetto agli oltre 60mila esercizi commerciali della città. «I negozi del cuore di Roma non possono essere presi ad esempio per costatare l’ andamento del commercio nella città», afferma Mina Giannandrea, a capo della Fedestrade Roma. C’ è stata molta gente a spasso per via dei Giubbonari, via Cola di Rienzo, nel tridente che separa piazza di Spagna da via del Corso, dove i negozi erano tutti sull’ attenti. «Qui gli esercizi hanno aperto anche a Pasqua», dice Fabio Pontecorvo, vicepresidente Confesercenti «Le persone hanno anche comprato qualcosa». Un più 3% che, però, gli fa eco Gianni Battistoni, presidente associazione via Condotti «non dimostra nessuna ripresa clamorosa». C’ è poi un mondo sommerso legato al commercio nella capitale, fatto di tutti quei piccoli negozi sparsi in quartieri periferici che hanno sperato anche loro nella risurrezione delle vendite. Due negozi su dieci hanno aperto a Pasqua e Pasquetta, mentre nel 2012 nessuna attività, che non fosse concentrata nel cuore di Roma, è stata disposta anche solo a un’ ora di straordinari. Eppure le vendite non ci sono state, si è registrato un crollo del 50%. Solo i grandi centri commerciali hanno racimolato qualcosa, accattivandosi quella clientela che, non partendo per Pasqua, ha deciso comunque di spendere cifre non superiori, però, ai 50 euro. Persino i tabaccai hanno registrato una diminuzione nella vendita di biglietti per i mezzi del trasporto pubblico del 40%. «La mancanza di liquidità non può permettere nessun tipo di ripresa», osserva la Giannandrea. LA FRENATA I consumi dei romani in questi giorni sono stati dunque all’ insegna del risparmio. Una Pasqua magra e amara, trascorsa tra le mura domestiche, come dimostrano anche i dati del Codacons e della Cna. I ristoranti hanno registrato un -40% sulle prenotazioni, mentre «Gli alimentari ? fanno sapere dal Condacons ? hanno ridotto le vendite del 10%. Nello specifico gli acquisti di dolci sono diminuiti del 15%, quelli di pesce e carne hanno registrato, rispettivamente un -5% e un -7%». Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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