24 Marzo 2013

Pasqua magra ma non per la torta

Pasqua magra ma non per la torta

Annunciato un calo delle vendite e intanto aumentano i carciofiFALCINELLI DEL CODACONS: «IL GROSSO DELLA SPESA CI SARÀ GIOVEDÌ» segue dalla prima pagina Gli operatori medio-piccoli, ma anche la grande distribuzione, sperano nella spesa last minute. «Molte persone aspetta l’ ultima settimana per completare gli acquisti – spiega Pietro Passeri, presidente Fida-Confcommercio di Perugia – sperando nelle offerte. Rispetto agli altri anni, tuttavia, riscontriamo un forte calo nelle prenotazioni di carni, ad esempio: a una settimana dalla Pasqua, di solito, in tanti avevano già prenotato agnello o capocollo. Un elemento che ci consentiva una miglior pianificazione della spesa, facendo acquisti mirati». In questi ultimi giorni in tanti si rivolgono ai negozianti o consultano i volantini per confrontare le offerte o chiedere se la prossima settimana su agnello, parmigiano o salumi sono previste promozioni. «La tradizione, seppur a fatica, rimane – aggiunge Passeri – e in questo sempre più operatori sono impegnati a mentenerle, ad esempio, producendo prodotti come lo strutto, ingrediente tipico per preparare la torta di Pasqua». Parallelamente, però, certi riti delle ricette antiche, tramandate dalle nonne, sono stravolti a vantaggio della convenienza. “La ricetta tradizionale della pizza al formaggio prevede l’ emmental svizzero – spiega il presidente degli alimentaristi perugini – invece oggi si accontentano di quello olandese che costa la metà. Non solo. Nessuno, appena 10-15 anni fa, si sarebbe sognato di sostituire il parmigiano reggiano con il grana padano (più economico) per cucinare le torte di Pasqua”. La crisi e i prezzi, dunque, stanno rimodulando i metodi di acquisto e modificando pure il modo di cucinare. «Dal nostro osservatorio – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – abbiamo intuito che il grosso della spesa di Pasqua verrà fatta tra mercoledi e giovedi. Per ora il mercato è fermo e comunque si compra meno: due indicatori attendibili sono pane e gli imballaggi le cui vendite sono diminuite del 30%. Anche gli acquisti di carne forniscono ulteriori informazioni sulle tendenze di acquisto con sempre più persone indirizzate all’ acquisto del macinato, piuttosto che delle fettine o di altre parti dell’ animale». Questi alcuni dei prezzi risultati dal monitoraggio che l’ associazione ha eseguito nei giorni scorsi a Perugia presso la media distribuzione («gli esercizi più vicini agli anziani che non sempre possono rivolgersi alla grande distribuzione»), senza considerare le offerte. «Le colombe vanno dai 4,90 euro delle marche più note ai 13 euro delle artigianali; uova 500 grammi, 19,50 euro; 380 grammi, 12,50 euro; capocollo nostrale 15,89 al chilo; salame 16,10, parmigiano dagli 11,90 ai 12,80 al chilo”. Molti negozi, inoltre, stanno proponendo in offerta tutti gli ingredienti per le torte, a partire dal burro, proposto anche a 4 euro al chilo. Salito in poco più di due mesi, da 61 a 80 cent al capo, con un salto del 23%. In salita, rispetto a dicembre, anche il prezzo di mele, arance, pere e insalata mentre è sceso di circa un euro quello delle zucchine. Stabile rispetto a un anno fa il prezzo della torta di Pasqua che mediamente oscilla tra i 10 e i 12 euroa, Qualche ritocco anche al prezzo della carne di agnello compreso tra il 2 e il 3%: intero, 10,90 euro al chilo, spalla 8,45, coscio 13,80, cotolette 15,90. «Su tale versante si assistono a scelte imprevedibili», osserva Pietro Passeri. «Accanto a chi aspetta di comprare il quarto anteriore a 7,50 euro, c’ è chi chiede la spalla disossata farcita con carciofi che costa 20 euro al chilo». Fabio Nucci.
        

 
       

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this