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15 Aprile 2017

Pasqua, la svolta di lusso in tavola

Pasqua, la svolta di lusso in tavola

I NOSTRI SOLDI Un dato che introduce ai consumi alimentari della Pasqua 2017 arriva dall’ Ismea secondo cui lo scorso anno gli acquisti della carne sono scesi del 5%. È solo uno dei segnali di un modo diverso di fare la spesa che si manifesta sempre più anche in Umbria e anche in occasione di una festività i cui contorni gastronomici sono tradizionalmente marcati. Così, è difficile trovare famiglie che rinunciano ai prodotti pasquali tipici, ma a differenza di quanto accadeva in passato i carrelli sono più leggeri. «La spesa è più misurata rispetto al passato osserva Lucio Tabarrini, presidente regionale Federcarni, titolare di due supermercati a Perugia non si eccede in acquisti mentre si avverte una maggior ricerca della qualità. È cambiato il modo di fare la spesa». Non più grandi incette, quindi, ma scelte più ragionate anche per evitare lo spreco. Secondo Coldiretti, negli ultimi dieci anni, il carrello settimanale della spesa si è alleggerito di 2,5 chilogrammi. «Un fenomeno legato anche a scelte salutistiche – spiegano dall’ organizzazione agricola che vedono le famiglie mangiare meno ma mangiare meglio». I riflessi di tale approccio si notano anche a Pasqua. «C’ è una ricerca sempre più frequente dei prodotti locali aggiunge Tabarrini a partire dall’ agnello allevato in Umbria. Una scelta favorita dal fatto che i prezzi non sono variati: non siamo in deflazione, ma non ci sono aumenti anche per chi ricerca la qualità. Basti pensare che la torta di Pasqua più venduta è quella artigianale, preparata col lievito madre. Oggi le persone scelgono anche in base alla storia del prodotto che acquistano». Quanto alla colomba, quella industriale, complice le offerte delle varie insegne, ha un prezzo che varia da 1,99 a 4,90 euro ma anche in questo caso c’ è chi osa. «Notiamo una sempre maggiore attenzione verso i prodotti artigianali e succede anche di aver venduto in questi giorni una colomba che ha ottenuto il riconoscimento delle tre torte di Gambero rosso e che è quotata intorno ai 32 euro». La stessa attenzione si sta sviluppando intorno alle uova al cioccolato sulle quali la grande distribuzione, con i marchi legati alle fiabe o al cartone «la fa da padrone». «In ogni caso aggiunge Lucio Tabarrini si riscontra la stessa involuzione che a Natale ha interessato il torrone». Per il Codacons, nella grande distribuzione si sono registrati rincari fino al 7% per le uova di cioccolato e ritocchi anche negli altri prodotti: colomba +6%, alcuni affettati +4%, abbacchio +3%. «Nella Gdo uova e colombe sono venduti a prezzi stracciati osserva la presidente regionale Carla Falcinelli ma sono prodotti civetta, distribuiti sottocosto per attirare i consumatori. Il nostro invito è ovviamente di approfittare delle offerte, ma di andare con una lista della spesa precisa, per evitare acquisti inutili». Fabio Nucci.
fabio nucci

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