Pasqua in tono minore Acquisti scesi del 30%
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Si preannuncia una Pasqua amara per il commercio in provincia. È questa l’ impressione degli operatori, in attesa dei dati relativi al primo trimestre: «La mancanza di liquidità – spiega il vicepresidente provinciale di Confcommercio, Enzo Buscemi – contrae i consumi e fa propendere per acquisti mirati. Il calo nel centro storico superiore può essere già stimato nell’ ordine del 30 per cento. I lavori di riqualificazione di via Roma hanno causato un’ ulteriore contrazione degli incassi. Il centro storico è svuotato e la flessione dei consumi non si risolve con le liberalizzazioni delle aperture, quanto piuttosto con un sostegno deciso agli esercizi commerciali in difficoltà». Sulla stessa linea anche il presidente territoriale di Confesercenti, Pippo Occhipinti, che quantifica il calo dei consumi «nell’ ordine del 20-25 per cento. I piccoli esercizi rischiano di chiudere con conseguenze devastanti anche in termini occupazionali. Non si può pensare di rimettere in moto la macchina della crescita senza dare maggiore capacità d’ acquisto ai cittadini-lavoratori che registrano, al contrario, l’ aumento delle tasse. La liberalizzazione delle aperture, in presenza di una crisi così estesa, rappresenta un falso problema, che non favorisce certo la crescita». A proposito delle stime diffuse dall’ Istat sul ridotto potere d’ acquisto delle famiglie (perdita secca di 186 euro nel 2011, per una famiglia media di quattro persone), da registrare l’ intervento di Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons: «È iniquo ed immorale – spiega – alzare le tasse indipendentemente dal reddito, strada scelta dai recenti governi. Meglio ripristinare il contributo di solidarietà che, tassando chi guadagna più di 90 mila euro, non incide sui consumi stagnanti». (d.a.)
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