20 Aprile 2014

PASQUA in tavola senza COLOMBE e UOVA di cioccolato

PASQUA in tavola senza COLOMBE e UOVA di cioccolato Il Codacons: consumi frenati dalla diminuzione del potere d’ acquisto
delle famiglie. E solo il 10% potrà permettersi un viaggio in questo
periodo, ma breve e al risparmio

Pasqua nel segno dell’ austerity per le famiglie italiane. La crisi economica, ma soprattutto la diminuzione del potere d’ acquisto delle famiglie, avrà ripercussioni sui consumi tipici delle festività pasquali. È quanto afferma il Codacons, che ha condotto una indagine sulla propensione agli acquisti degli italiani per la Pasqua 2014. «I prodotti che più di tutti risentiranno del taglio alle spese da parte dei cittadini sono i dolciumi», spiega l’ associazione dei consumatori. Se i consumi di uova di cioccolato caleranno del 9 per cento rispetto allo scorso anno, un vero record negativo, osserva il Codacons, «si registra per le classiche colombe, per le quali gli italiani ridurranno gli acquisti del 12%. A contribuire alla forte frenata di questi due prodotti sono anche i rincari nei listini di uova e colombe, i cui prezzi appaiono in aumento rispetto al 2013 tra il 4 e il 6%». Nonostante i prezzi di altri prodotti tipici come l’ agnello, carne, uova e salumi non abbiano subito incrementi sensibili, il pranzo di Pasqua sarà più povero mediamente del 3,5% rispetto a quello dello scorso anno. La spesa complessiva per il settore alimentare, infatti, scenderà quest’anno al di sotto del miliardo di euro; due anni fa, nel 2012, le famiglie spesero oltre 1,15 miliardi per i consumi pasquali. Solo il 10% degli italiani, infine, potrà permettersi un viaggio nel periodo di Pasqua: circa 54 milioni trascorreranno la Pasqua in casa e si limiteranno a brevi gite fuori porta o al mare. Secondo il Cescat, il Centro studi casa ambiente e territorio, per Pasqua e i ponti del 25 aprile e del 1° maggio ci sarà un movimento turistico che coinvolgerà 11 milioni di persone, fra italiani e stranieri. Numeri «in leggero aumento rispetto al 2013», anche se la durata dei soggiorni resta bre- ve e diminuisce lievemente la spesa pro capite
 

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