Pasqua e ponti spingono i prezzi
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili. Ma è anche al combinato di Pasqua e 25 aprile ravvicinati – con il rincaro di prezzi per alberghi, ristorazione e trasporti – che occorre guardare per individuare i “responsabili” dell’ aumento dei prezzi al consumo in Italia. Il risultato è un’ inflazione arrivata ai massimi nel Paese da quattro anni secondo quanto rilevato dall’ Istat nelle sue stime preliminari. Dopo essere aumentato per quattro mesi di fila tra novembre e febbraio, ed essere poi sceso a marzo, l’ indice dei prezzi al consumo è infatti tornato a salire ad aprile all’ 1,8% annuo (stesso livello del cosiddetto “carrello della spesa” con i soli beni alimentari, per la casa e per la persona). Vicino, insomma, a quel livello soglia del 2% attorno al quale la Bce decide la sua politica monetaria. Su base annua, si legge nella comunicazione dell’ Istat, tra le voci di spesa maggiormente in aumento ci sono i trasporti (+5,6%) e l’ abitazione, acqua, elettricità e combustibili (in decisa accelerazione da 0,2% a 3%). Soprattutto il prezzo dell’ energia elettrica è aumentato del 2,2% contro la flessione del 4% di aprile 2016. Detto questo, ponti e festività, grande banco di prova della stagione estiva, per ora hanno impattato. Ad aprile, spiega Paolo Mameli, senior economist della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, «il rialzo è dovuto in buona parte alla distorsione dovuta alle festività, con Pasqua caduta ad aprile seguita a breve distanza dal ponte della Liberazione». Un dato, questo, «destinato a rientrare a maggio». In tal senso, spiega ancora Mameli, facendo riferimento anche al confronto annuo distorto verso l’ alto dalla componente energetica, «l’ inflazione è destinata a nostro avviso a tornare a calare già dal mese prossimo, stimiamo a 1,5% sul Nic e a 1,7% sull’ armonizzato». Certo è che sul trend mensile dell’ inflazione (+0,3%) diventa particolarmente evidente l’ effetto di ponti e festività, con servizi ricettivi e di ristorazione (+1,9%) e trasporti (+1,7%) che hanno quasi interamente coperto l’ aumento mensile. A guardare nel dettaglio, l’ incremento è riscontrato su alberghi, motel e pensioni (+8,6% mensile e +4,1% annuo); villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù (+5,8% mensile e +3,7% annuo) e pacchetti vacanze internazionali (+1,3% mensile e +7,3% annuo). I pacchetti montagna invece hanno impattato sui pacchetti vacanza nazionali (-7,9%). L’ Istat ha inoltre rilevato rialzi sui servizi in primis su trasporto aereo (+31,6% e +36,9% annuo), ma anche per il trasporto marittimo (+6,8% e +43,1% annuo) e, «seppure in misura più contenuta», come si legge nella nota dell’ Istituto di Statistica, per quello ferroviario (+2,7% e + 12,4% annuo). Ora occorrerà vedere anche cosa succederà per il prossimo ponte in arrivo, quello dell’ 1 maggio, in cui secondo Federalberghi saranno 7,2 milioni gli italiani che si metteranno in movimento. Quello dell’ inflazione ad aprile è un «aumento in larga parte atteso sul quale hanno influito in misura quasi esclusiva i fattori stagionali, Pasqua e ponti di fine mese, che hanno portato ad un deciso aumento dei prezzi nel settore dei trasporti e negli alberghi e pubblici esercizi», ha spiegato l’ Ufficio Studi della Confcommercio, sottolineando che i numeri vanno letti «con attenzione ma senza un’ eccessiva preoccupazione». La cosa che potrebbe essere preoccupante è «l’ impatto sul comportamento delle famiglie che, al contrario delle imprese, già scontano un deficit di fiducia che le spinge a mantenere comportamenti prudenti verso il consumo e che potrebbero trovare un’ ulteriore vincolo nell’ aumento dei prezzi». Di balzo «dovuto in gran parte a fattori stagionali», che risente «della concentrazione nel mese» di aprile «delle festività di Pasqua e del ponte del 25 aprile» parla dal canto suo Federdistribuzione. «L’ inflazione di fondo (al netto di energetici e alimentari freschi, ndr. ) nonostante la ripresa di aprile, resta su valori contenuti (1,1%). Questo fatto, insieme alla stabilità del prezzo del petrolio e al rientro delle tensioni sui prodotti alimentari freschi, contribuisce a non generare particolari preoccupazioni sulle tendenze inflattive dei prossimi mesi». Di tutt’ altro tenore le valutazioni delle associazioni dei consumatori. Codacons parla di «rincari legati alla festa di Pasqua, denunciati nelle scorse settimane dal Codacons e che trovano piena conferma nei dati dell’ Istat». Federconsumatori e Adusbef bollano l’ andamento dei prezzi come «allarmante: aumenta l’ inflazione non perché aumenta la domanda ma perché aumentano le tariffe». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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