4 Aprile 2021

Pasqua, bilancio nero chiuso un hotel su due 80mila turisti in meno

  Valerio  Iuliano  Le  camere  vuote  negli  alberghi  aperti  solo  per  onor  di  firma.  Napoli  oggi  si  rivedranno  le  stesse  scene  di  un  anno  fa.  Per  gli  operatori  turistici  la  seconda  Pasqua  consecutiva  senza  prenotazioni  è  un  risultato  atteso  già  da  molte  settimane,  almeno  da  quando  lo  scoppio  della  terza  ondata  della  pandemia  la  nuova  “zona  rossa”  hanno  cancellato  tutte  le  velleità  di  rinascita.  Rispetto  allo  scorso  anno  ci  sono,  però,  differenze  sostanziali  la  crisi  ha  aperto  prospettive  inquietanti.  magrissimi  incassi  della  Pasqua  2020  scaturivano  da  un’improvvisa  calamità  che,  nemmeno  secondo  le  più  fosche  previsioni  dell’epoca  avrebbe  potuto  far  sentire  ancora  tutti  suoi  effetti,  12  mesi  di  distanza.  La  timida  ripresa  estiva  aveva  lasciato  sperare  in  un  progressivo  ritorno  livelli  decenti,  già  da  questa  primavera.  la  realtà  è  ben  diversa.  Quella  odierna  è  una  vera  propria  disfatta,  giunta  al  termine  di  una  stagione  disastrosa.  LA  SITUAZIONE  Napoli,  secondo  il  Codacons,  che  ha  realizzato  un’indagine  sul  calo  di  visitatori  nelle  grandi  città,  nelle  feste  di  Pasqua  ci  saranno  80mila  turisti  in  meno  rispetto  al  2019,  con  una  diminuzione  degli  incassi  stimata  in  15  milioni  di  euro.  Quelli  del  Codacons  sono  forse  dati  sottostimati.  Il  crollo  delle  presenze  in  città  – pressoché  azzerate  quest’anno  – è  molto  più  significativo  numericamente,  ma  da  queste  cifre  è  possibile  partire  per  una  prima  valutazione  dell’impatto  delle  misure  anti-  sul  primo  break  primaverile  e,  soprattutto,  sulla  passata  stagione.  Nel  2020  il  settore  alberghiero  Napoli  ha  fatto  registrare  perdite  di  fatturato  per  oltre  240  milioni  di  euro.  Un  crollo  che  rispecchia  dati  relativi  al  tasso  di  occupazione  delle  camere,  che  nel  2019  era  pari  all’  con  picchi  dell’  durante  le  festività,  un  anno  dopo  – per  effetto  della  pandemia  – è  diminuito  al  15%.  Dopo  la  parentesi  estiva  che  ha  rappresentato  una  boccata  di  ossigeno,  il  50%  delle  strutture  alberghiere  ha  chiuso  battenti.  «Nei  primi  tre  mesi  del  2021  – sottolinea  la  capogruppo  di  Forza  Italia  in  Consiglio  regionale  Annarita  Patriarca,  che  ha  elaborato  un  report  sulla  base  dei  numeri  delle  associazioni  di  categoria  – siamo  una  percentuale  drammatica  vicina  allo  zero.  Bisogna  interrogarsi  sulle  misure  da  mettere  in  campo  anche  nel  nostro  territorio,  coinvolgere  tutti  player  istituzionali  ed  economici  per  trovare  una  soluzione  condivisa  per  far  ripartire  in  sicurezza  il  turismo  nostrano.  Nella  nostra  regione  il  settore  turistico  produce  un  Pil  del  15%,  segmento  fondamentale  per  lo  sviluppo  della  Campania.  Attualmente,  il  quadro  è  desolante,  partire  da  quanto  si  registra  nel  capoluogo  partenopeo».  VACCINAZIONI  Le  campagne  vaccinali  nelle  isole  del  Golfo  rappresentano  una  prima  risposta  ai  problemi  del  comparto  turistico  in  quelle  zone.  Per  gli  operatori  del  settore  occorrerà  trovare  soluzioni  analoghe  per  Napoli.  Secondo  Confturismo,  il  40%  delle  imprese  del  comparto  è  rischio.  Un  dato  riferito  tutta  l’Italia  ma  che  sembra  attendibile  anche  per  le  aziende  partenopee.  «Accelerare  con  la  campagna  vaccinale,  su  tutto  il  territorio,  è  una  priorità  assoluta  per  la  salute  per  l’economia  spiega  il  presidente  di  Federalberghi  Napoli  Antonio  Izzo.  «Solo  così  si  potrà  par-  di  programmazione,  di  vacanze,  di  estate  del  turismo  del  prossimo  anno.  Trovarci  Pasqua  nelle  stesse  condizioni  del  2020  – prosegue  Izzo  – vuol  dire  aver  fatto  molti  errori  nella  gestione  nella  valutazione  del  pericolo.  È  la  seconda  Pasqua  che  trascorriamo  con  le  camere  deserte,  Pasqua  è  l’inizio  del  periodo  migliore  per  il  turismo  in  città».  Il  ritardo  dell’Italia  sul  fronte  della  programmazione,  rispetto  ad  altri  Paesi,  rischia  di  ripercuotersi  soprattutto  su  Napoli,  dove  le  difficoltà  del momento si aggiungono alle tradizionali carenze strutturali. «Abbiamo perso milioni di euro, ma ora rischiamo di perdere anche quote di mercato per il futuro, per mancanza di organizzazione. In Spagna o Grecia – riprende il leader degli albergatori – stanno già raccogliendo migliaia di prenotazioni. Si tratta di turisti che sarebbero potuti venire in Italia. Ovviamente dobbiamo prima di tutto tutelare la salute e gli alberghi di Napoli si sono attrezzati per offrire la massima sicurezza. Il passaporto vaccinale potrebbe essere una soluzione». L’auspicio di molti operatori è che possano convergere presto verso Napoli i turisti di Stati Uniti e Gran Bretagna, i primi Paesi che usciranno dall’emergenza sanitaria.
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox